altL'entrata e la folla..Le gambe indolenzite, le pentole pulite con giorni di ritardo, la confusione tra la mia attrezzatura homebrewing mal riposta e il fermentatore che dopo aver gorgogliato come un dannato è pronto al primo travaso, mi ricordano due cose. La prima è che domenica scorsa ho passato una giornata intensa e molto molto piacevole. La seconda è che mi ero ripromesso di parlarvene praticamente subito, sfruttando il poco tempo libero che mi resta da qualche tempo a questa parte e ora mi ritrovo in colpevole ritardo.

Non perdendomi quindi in altre parole passo subito al punto, raccontando la mia prima esperienza all'homebrewers Open Day, vissuta in una splendida giornata di sole primaverile la scorsa domenica al birrificio Rurale. Essendo questa la mia prima partecipazione non avevo molte idee su cosa aspettarmi (come affluenza, organizzazione, svolgimento della giornata) e avendo in più la cotta da organizzare in trasferta mi sono ritrovato al primo mattino piuttosto impreparato. Caricata alla meglio l'attrezzatura (compreso lo scomodo e inquietante bombolone del gas impacchettato alla meglio), mi sono diretto verso Certosa di Pavia accompagnato da un fido amico beone, Paolo, sostituto dell'ultima ora in vece dell'acciaccata Antonella. La sua defezione purtroppo mi renderà un po' zoppo tutta la giornata, essendo lei la mia insostituibile compagna di lavoro nelle giornate birrose. In aggiunta si è persa un sacco di complimenti, ma questo lo spiego dopo.

altIl sistema di accensione.. Comunque sia, impacchettato il tutto e superato l'ostacolo stradale  (viaggio tranquillo di domenica mattina, autostrade deserte a parte un capriolo sul ciglio autostradale.. allucinazione forse?) arriviamo al birrificio con una mezz'ora di ritardo sulla tabella di marcia, quindi con un risultato piuttosto buono data la mia cialtronaggine. Fatti i saluti di rito ci buttiamo subito nel nostro angolo (nel vero senso della parola), allestiamo al volo il fuoco per l'ammostamento (tra lo sconcerto generale per la nostra metodologia di accensione fiamma, vedasi foto.. alt )  e iniziamo a guardarci intorno. La presenza di homebrewers è cospicua, con i kittaioli molto presi dal loro lavoro, un gruppetto di E+G vicino a noi con una fiamma piuttosto sospetta e alcuni all-grain più o meno organizzati. Affianco a noi si posiziona quello che simpaticamente chiamerò John Holmes, per le dimensioni esagerate di tecnologia e professionalità, in grado di rendere ancora più amatoriale al confronto le mie povere pentole in alluminio.

Intanto la nostra cotta procede abbastanza tranquilla, con un mosto molto denso (per limiti di pentola abbiamo un rapporto di 2,5l d'acqua per chilo di malto, un casino da gestire), temperature abbastanza rispettate e nessun intoppo di particolare. Mentre il tempo passa aumenta in modo cospicuo la partecipazione di pubblico, con l'apertura della cucina presa d'assalto da una folla che sinceramente non mi aspettavo così abbondante. Non saprei dire se sia merito dell'ottima offerta di birre del birrificio Rurale, per il buon cibo o per noi homebrewers che come in una piccola fiera esibiamo le nostre "abilità", ma cavolo quanta gente. Durante la cotta vengo avvicinato da una moltitudine di persone, vecchi amici di bevute, nuovi arrivati ma ben lanciati nella passione birraia e semplici curiosi dal sorriso sempre pronto. Devo ammettere che questo aspetto è stato quello che ho apprezzato di più, facendomi comprendere come il movimento della birra artigianale infondo si fondi proprio sulla solida base dei semplici appassionati.

La giornata oltre alla cotta degli homebrewers prevedeva anche una serie di eventi, dalla presentazione mattutina di BBtex, alla degustazione guidata di birre autoprodotte, tutti incontri che ho mancato, un po' per la necessità di controllare la cotta, un po' perchè le due bottiglie portate con me dell'Imperial creata da Antonella sono state letteralmente prosciugate dagli amici di passaggio. La risposta all'ultima creazione della mia dolce metà è stata veramente positiva, oltre le mie aspettative (pur piacendomi molto, ma il giudizio dei propri lavori è sempre difficile), non lasciando bottiglie disponibili per la degustazione ufficiale, poco male visti i commenti ricevuti.. alt

altLe mia pentola e quella del vicino raffreddate in serie..Dato che oltre alla cotta e alla gente non ho visto altro quel giorno , in conclusione chiudo l'articolo ritornandoci velocemente. La cotta di imperial ipa si è conclusa abbastanza bene, a parte l'ultima fase di raffreddamento, riadattata in modo artigianale per rispondere alla scarsità d'acqua fredda del momento (guardando la foto si capisce) con un OG di poco più di 1080 e 18 litri ottenuti. L'efficienza è stata abbastanza scarsa, ma dato il rapporto di acqua/malto in ammostamento e la densità alta ricercata nella birra, direi che la cosa è accettabile in sè. Il lievito ci è arrivato grazie alla gentilezza dei ragazzi del Rurale, prontissimi nell'offrirci un po' di lievito fresco direttamente da uno dei loro fermentatori, innescando una fermentazione incazzosissima e vigorosa che ha abbattuto il grado zuccherino in soli 3 giorni di circa il 70% e costringendoci (tra poco) a un travaso leggermente anticipato.

Finisco risottolineando il piacere di rivedere tanta gente. Amici homebrewers, amici di Mobi (ebbene si, amici e mobi nella stessa frase si può facilmente dire), amici di Areabirra. Un grazie in particolare all'amico fotografo che mi ha accompagnato e allo staff del Rurale, che con modi e parole semplici sa sempre farti sentire a casa. Colpevolmente avevo sottovalutato il potenziale di una giornata come questa, felice del mio errore per un appuntamento sicuramente da circoletto rosso nel mio futuro calendario birraio.



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