Dopo qualche esperienza con kit, ieri abbiamo deciso di partecipare al corso sull'homebrewing organizzato da Mo.Bi. presso la birreria Sherwood di Nicorvo (PV). Docente del corso il bravo e didattico Davide Bertinotti, coadiuvato per la parte manuale dal buon magut.
Inutile fare un report dettagliato dell'intensa giornata (dalle 9.30 alle 17), piuttosto ci limitiamo ad alcune considerazioni generali, che potranno essere utili a quanti stanno valutando se fare o meno un corso prima di iniziare ad imbarcarsi nei primi esperimenti brassicoli casalinghi.
La giornata inizia alle 9.30 puntuali. La parte teorica è accompagnata dalla cotta per una Pils e ne segue cronologicamente le fasi di preparazione.
Si inizia dai malti: varie tipologie, macinatura e lavoro degli enzimi. Tra i tavoli girano bustine con malti a differenti tostature e ciascuno è invitato ad osservare, annusare ed assaggiare i chicchi di malto d'orzo. Questo è un invito che sarà fatto svariate volte, è un consiglio vero e proprio per riuscire a comprendere meglio le varie fasi di produzione e le materie prime che si vanno ad utilizzare. Quindi sempre: osservare, annusare e assaggiare.

La preparazione del mosto impegna tutta la mattinata e la fame non manca di farsi sentire presto. Alle 12, si procede con le ordinazioni per il pranzo. Pizza a scelta per tutti e due birre a testa da scegliere dal menù dello Sherwood che ci ospita. Non c'è che dire, davvero l'imbarazzo della scelta(parleremo meglio del locale in un articolo a parte). Io scelgo di rinfrescarmi la memoria con una sempre ottima Rodersch alla spina, mentre Davide si butta su una Gose sempre alla spina. Il secondo giro sarà per entrambi una Saison Dupont, buona e semplice come sempre.
Nel dopo pranzo, ci aspetta la filtrazione. Dove ci viene proposta l'ingegnosa soluzione adottata da Bertinotti, difficile da spiegare a parole, ma assai semplice ed economica, che si avvale di un cestino termico da campeggio, un rubinetto applicato e un semplice tubo bucherellato. Segue la bollitura, luppolatura, raffreddamento, travaso nel fermentatore ed inoculazione del lievito (opportunamente reidratato). Non entriamo nel dettaglio di queste fasi, l'intento di questo articolo non è certo fare il verso a tutto il buon materiale sull'homebrewing che c'è già in circolazione (in particolare vi segnaliamo proprio il libro di Davide Bertinotti e Massimo Faraggi - "La tua birra fatta in casa", ed. FAG Milano).

Ultima parte della giornata è dedicata all'assaggio di alcune produzioni casalinghe portate da alcuni dei presenti e della pils prodotta nel precedente laboratorio. Alcuni assaggi sono una specie di punizione anche se molto didattica, altri hanno lasciato particolarmente sorpresi e hanno fatto sperare bene per il futuro.
Il bilancio della giornata è ottimo. Contenuti e modalità del corso ci hanno permesso di fare un po' di chiarezza sulla birrificazione, insomma quello che ci serviva prima di iniziare i nostri esperimenti seri senza dover passare necessariamente subito da noiose letture. Il docente parla con assoluta schiettezza, trasmettendo quella giusta voglia di mettersi al più presto a sperimentare con i propri strani intrugli. Tra l'altro il buon clima che si è creato nel gruppo e l'entusiasmo di alcuni provetti homebrewers conosciuti hanno allietato la giornata, anche con alcuni personaggi spettacolo.
Consiglio nostro personale: approfittate di queste giornate dedicate all'homebrewing, anche se magari non farete mai davvero una vostra cotta casalinga, vi faranno apprezzare il lavoro molto sperimentale di birrai più o meno giovani che propongono al vostro palato le loro piccoli e grandi creature.
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