Leggere il pezzo di Mattia e restare indifferenti è piuttosto difficile. Fa riflettere, è ben scritto, è interessante. E fa venire voglia di rispondergli qualcosa, utilizzando questo diario/blog/pastrocchio di pensieri che è la nostra bussola, sperando magari di aggiungere un qualcosa di costruttivo al tutto.

La prima cosa buffa è stato l'attimo in cui l'ho letto. Una sera al rientro dal pub, piuttosto stressato e vagamente incazzato per un messaggio di "critiche" con me come bersaglio ma "ovviamente" non inviato a me. La classica malignità trasmessa per interposta persona, il tuo datore di lavoro oltretutto in questo caso (e fosse la prima volta... ). Che personalmente poi ci ride sopra, ci scherza, me lo mostra in attesa dell'ovvia mia reazione stizzita e il giochetto in pratica si chiude, anche se in teoria un po' si rosica. Comunque sia, rientro a casa, leggo il post di Pintaperfetta (con l'animo "turbato") e penso, cavolo ha proprio ragione, c'è del marcio in Danimarca (cit.).
Poi vado a dormire, una lunga notte ristoratrice e mi risveglio. Accendo il pc, controllo i nuovi feed, ritrovo l'articolo citato ancora da spuntare come letto, tanto che ci sono lo rileggo. Nel farlo, con qualche ora di sonno extra ripenso al mio ultimo anno, agli eventi passati, agli amici visti, alle birre assaggiate e così via. Mi rendo conto che a volte quando mi scazzo la vedo come Mattia, normalmente però la cosa non è così. Per fortuna aggiungo.
Nel mio piccolo mi sento ancora un dilettante che ci prova, che si arrabatta dietro le spine e cialtroneggia con un piccolo impianto ma pur sempre professionale. Ogni sera incontro una pletora di novizi (la clientela maggioritaria dei Bq) che in alcuni casi sfidano la pazienza ma spesso ne trovi anche di curiosi, di interessati, di persone cordiali che ti fanno piacere veramente il tuo lavoro. Mi sento fortunato a dirla tutta. Ho trasformato il mio hobby in un lavoro ma lo vivo tutti i giorni come se fosse un hobby. Roba che detta così pubblicamente potrebbe anche ridurmi lo stipendio ("tanto quello si diverte comunque") ma è sostanzialmente vero.
Perchè mi diverto? I motivi sono molti, a mio avviso tutti validi. Il primo aspetto credo sia dovuto all'ambiente. I ragazzi con cui lavoro sono tutti (nessuno escluso) oramai cari amici, mi sento stimato e di famiglia e la cosa non può che fare piacere. Poi ci sono le buone giornate in cui trovi clienti che ti cercano, ti stimolano e che danno valore e un senso a quello che fai. Spillare e servire senza un po' di passione dietro è come lavorare in un fast food, ripetitivo e alienante. Metterci del tuo, spiegare per quel poco che sai, aiutare, consigliare, ricevere risposte e vedere se a qualcosa sei servito o no è il succo di tutto. Conoscere, sempre. Persone nuove, "nozioni nuove", bottiglie nuove.
Lo scorso fine settimana a Nembro durante il festival mi sono reso conto di conoscere tranquillamente metà dei partecipanti. Vecchi amici, nuovi arrivati, persone con cui magari hai vissuto una serata realmente "stupida" e rilassante, con cui puoi condividere qualche cicatrice o ricordarti di come era buona la Chouffe una volta (tanto per dirne una). In mezzo a loro c'è quello che ritengo un maestro, almeno a livello di publican, Claudio della Locanda. Andare da lui non è bersi l'ultima novità (l'avrà di sicuro, ma diventa marginale) o mangiare chissà che delizia. Andare a Suisio è come andare a una vecchia rimpatriata di compagni di scuola, trovarsi coccolati dai modi gentili e da persone veramente squisite (Claudio su tutti). Questo ambiente non nasce per caso ma credo sia opera cesellata giorno per giorno da Claudio e dal suo modo di essere publican.
Ora, può sembrare che tutto sia rose e fiori nel mondo della birra, che ci sia una specie di grande comune di persone squisite. Neppure questo è vero, e così ritorno all'articolo citato. Secondo me Mattia ha ragione parola per parola ma racconta solo del "lato oscuro" di questo mondo. Che esiste, come in tutti i "mondi" alla fine. Io personalmente adotto una sorta di filtro, di impermeabile. Alcune gocce scivolano via, a malapena mi toccano e finiscono in un ignora perenne. Se non hai rispetto di alcuni personaggi, credo che la soluzione migliore sia abbandonarli, lasciarli nella propria salamoia, non dargli troppo peso. A volte le delusioni arrivano, a volte fai scoperte incredibili.
Io continuo a bere Tipopils senza vergogna, continuo ad entusiasmarmi per l'ultima novità, continuo ad ammirare certe persone e certe abilità. Il nostro ambiente è ancora molto acerbo, fatto di tanti "nicchioni" (cit.) che però rappresentano solo la punta di un iceberg, che nasconde sotto una "massa" che vuole ascoltarti, vuole imparare e ragionando da novello produttore, costituisce un grande mercato non manovrabile ad oggi dal guru di turno. Si può lavorare quindi senza di loro se necessario, senza fare grosse rinunce. L'avrò già detto mille volte, ma poco più di una decina di anni fa, un altro amico di pintaperfetta mi stappo' una bottiglia particolare. La bottiglia era buona, ho voluto assaggiarne ancora e lui era (è) per me un carissimo amico che pazientemente mi spiegò cosa avevo davanti e mi invogliò a stapparne altre nel futuro. Sono sicuro che di bottiglie buone ne troverò ancora molte, di persone vere ancora parecchie e mi continuerò a divertire come faccio ora. Le bottiglie cattive possono comunque capitare, basta non comprarle più se dopo qualche tentativo mantengono un sapore pessimo..
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Commenti
Vado a stapparmi una classica, ben fatta e "normalissima" Bluebird Bitter. Salute!
Sottoscrivo in pieno.
sinceramente oltre a sospirare e pensare …che palle…il web birrario non mi trasmette altro o perlomeno quello italiano, se parliamo di homebrewing le cose cambiano radicalmente (fortunatamente).
Tra sceriffi, alpha dog depositari di chissà quale scienza, professionisti del dileggio e dell’insulto (che non sono MAI in grado di rispondere quando li si attacca su terreni tangibili) prime donne e birrai rockstar che si atteggiano a stregoni si è davvero in bella compagnia.
Da quel che vedo molti blog stanno “mollando il colpo” qualcuno sarà contento ..io ho di meglio da fare nella vita che stare dietro a certa gente ed ultimamente compro sempre meno “birra artigianale italiana” forse come riflesso di quel che mi ha trasmesso questo mondo..o forse perche mi sono rotto di pigliare delle sole a 10 euro a bottiglia
E' un peccato però uscirne tanto sconfortato!
Non posso però negare che talvolta anche in me prende il sopravvento quell'urtante sensazione di disprezzo rivolta a coloro che sentendosi sceriffi, giustizieri, depositari e prime donne danno giudizi assoluti, talvolta del tutto incompetenti, ma fa niente: l'obbiettivo è infangare qualcuno per guadagnare consensi. Biechi tentativi di manipolazione mentale. In quei momenti talvolta mi sale un certo nervosismo: per me la sensazione è la stessa di quando mi trovo di fronte ad uno di quei filmacci americani che parlano d'Indiani d'America o di Viet-Kong in cui loro sono ovviamente i cattivi.... Solo perchè Hitler storicamente non stava dalla loro parte, altrimenti non so, potevano decantare anche le sue gesta??
"Io continuo a bere Tipopils senza vergogna, continuo ad entusiasmarmi per l'ultima novità, continuo ad ammirare certe persone e certe abilità"
secondo me il problema sta anche nel sentire la necessità ribadire cose come queste
Il risultato, a patto che ciò che bevi sia decisamente buono, lo trovo soddisfacente!! VIVA!
Io le lascio a loro e me la vivo bene.
... Che poi, al di là delle parole, come sempre la voce grossa la fanno i fatti e questo mi consola, perchè tutto scorre, e molte volte si vede dove arriva!
Aggiungo anche che prima mi infervoro ma poi mi calmo piuttosto in fretta perchè la domanda sorge spontanea ma la conclusione è sempre la stessa: Se un beota vende fumo ad altri beoti perchè preoccuparsi? Io vivo benissimo senza la loro stima anzi, mi preoccuperei se mai ne sentissi il bisogno...
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