Riprendiamo il discorso ratebeer iniziato tre giorni fa. Dopo aver parlato della classifica generale, e saltando un po' quella dei birrifici - altrimenti passo il prossimo mese a parlare di ratebeer annoioando me e chi mi legge - guardiamo un po' come la comunità di ratebeer vede e valuta i prodotti italiani.
Rifacendo un parallelo con quanto detto nel precedente articolo, per quanto riguarda la classifica italiana troviamo una distribuzione più uniforme degli stili con 9 barley wine, 8 (o 10 in base alla scelta) birre "acide" e 7 immancabili imperial stout. Altre tipologie sono abbastanza bene rappresentate, dalle ipa alle saison, dalle pilsner alle bitter. Sempre in ottica di confronto la gradazione alcolica media è di 8,4 (contro i 10,2 mondiale) e circa la metà delle birre presenti è sotto la soglia degli 8°, quindi bevibile anche a "pinte". Uno sguardo disattento potrebbe quindi tirare un sospiro di sollievo davanti a questi dati, soprattutto al confronto di quanto rilevato nella classifica mondiale. Purtroppo non sono solo buone notizie e basta una lettura dei birrifici presenti in classifica per capire che qualcosa non torna.
I nomi dei produttori presenti infatti tendono a concentrarsi su poche scelte come potete vedere dal grafico qui affianco. Scorrendo i nomi delle birre infatti troviamo spesso prodotti che si ripetono più volte in base all'etichetta speciale di turno, al dry hopping diverso o a un particolare passaggio in botte.
I nomi che vanno per la maggiore sono quelli di birrifici piuttosto "internazionali" come Baladin, Toccalmatto, Ducato o Birrificio del Borgo. Esemplare il caso di Revelation Cat, che tecnicamente più che produrre birre le assembla, ma che grazie a ottimi contatti internazionali riesce a far assaggiare le sue birre (non diffusissime in Italia) ai raters internazionali. Mi tocca quindi riprendere il discorso su chi fa il rate, notando come anche sulle birre nostrane si trovano relativamente pochi commenti da utenti italiani e spesso rates di utenti americani/scandinavi/inglesi con qualche centinaio (se non migliaio) di rates sulle spalle, insomma quei beer lovers/geek che tramite fiere o giusti contatti commerciali riescono a reperire la "rarità" di turno.
Niente di male in quanto visto sino a ora, forse il sistema mostra delle falle proprio per la scarsa partecipazione della comunità italiana che rende ancora più visibili certe distorsioni date dai super collezionisti (penso alla Baladin Xyauyù presente con 5 etichette diverse o Revelation Cat Single Dry Hop Series sempre con 5 versioni distinte).
Potrei fare un confronto utilizzando la classifica di microbirrifici.org , che ai primi tre posti presenta due birre del Birrificio del Ducato (Afo e New Morning rispettivamente prima e terza) e la Macca Meda del sardo Barley, però anche in questo caso si presentano seri problemi statistici dati dal campione di votanti estremamente ridotto.
Un po' più di interesse, tornando nelle stats di ratebeer, si ha analizzando le classifiche stile per stile, dove le italiane riescono a mettersi un po' in luce. Nella macro categoria "Pale Lager" troviamo la fantastica Tipopils (primo posto se guardiamo le Classic German Pilsener) mentre nella macrocategoria "English Style Pale & Bitter" la Stray Dog di Toccalmatto si piazza al terzo posto (primo posto se guardiamo semplicemente le BItter). Terza menzione, la copartecipazione De Molen/Revelation Cat, accreditata come olandese ma con una parte d'Italia nella creazione della Triple Hop Bock, terza nella macrocategoria "Strong Lager" . Leggendo questi tre casi, vedo la Tipo Pils la più aderente allo stile (pur avendo il dry-hopping e pur partecipando spesso come keller ai concorsi internazionali), mentre sia la Stray Dog che la Triple Hop Bock mi fanno un po' riflettere. Della prima posso parlare con cognizione di causa, avendola assaggiata più volte, e pur trovandola buonissima, mi pare una bitter molto atipica per la luppolatura asiatica/americana che stacca molto dalla classica bitter inglese. La Triple Hop Bock invece mi manca dal bicchiere, però leggendo di una doppelbock luppolata con galena, chinook e amarillo, posso immaginare che anche in questo caso l'aderenza allo stile sia virtuale più che reale. Dove voglio andare a parare? In teoria riprendo il discorso già fatto, delle birre clown vs birre tradizionali. A quanto pare la personalità e la caratterizzazione (anche fuori stile) vengono premiate pure nel lato italiano della classifica.
Esco dall'annoso discorso birre e prima di concludere lascio qualche riga sulle classifiche dei locali e beer shop. In questo caso l'Italia ne esce alla grande come risultati, un po' peggio come faccia. Ora spiego bene entrambe le cose. Come risultati c'è molto da festeggiare (ottimi piazzamenti sia come pub, ristoranti dedicati alla birra e beershop), i dati sono stati ottimamente riassunti da Leo nel suo blog. La piccola Italia a cui accennavo in titolo però nasce dalla classica figuraccia internazionale fatta da molti utenti italiani, che mossi dal classico lecchinismo provinciale (spesso spontaneo), si sono lanciati in rate ridicoli allo scopo di affossare il locale nemico e innalzare alle cronache quello amato. Questa selva di scarsa intelligenza ha portato Jorys Pattyn ad avvisare la comunità italiana del rischio di esclusione in toto della voce Italia, data l'abbondante inaffidabilità sino a ora mostrata.
Ora mi chiedo, ma ha fatto così tanta invidia la festa del Macchè dello scorso anno? Ratebeer riempie i locali o siamo così campanilisti che oltre che colmare certe curve di imbecilli pronti a menarsi per il campanile, ci si sfoga anche sul web? Ha senso minacciare chi fa dei rates non graditi?
Ovviamente sono domande buttate così, senza bisogno di chissà che risposta. Che poi, considerata anche l'opera di censura dei moderatori di ratebeer (che avranno rimosso le perle migliori), a leggere le recensioni di alcuni locali (da noi visitati) c'è veramente da mettersi le mani nei capelli. Una faida nel pavese sul locale meglio nascosto dalla nebbia, faide romane tra spine andate a male o troppo banali e ovviamente la classica faida Milano/Roma tra la capitale economica e quella culturale. A quanto ne so siamo stati l'unica nazione che si è distinta per cotanta abbondanza di giovani menti sveglie, speriamo di non fare la figura dei pirla anche il prossimo anno.
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Commenti
Due appunti.
Roma è una gran bella scena birraia, ma non è rappresentativa di tutta Italia. Le birre di Alex fuori da Roma si trovano con il contagocce e infatti in termini di quantità non mi pare faccia una grossa produzione.
Parlando invece dei raters di peso a volte ho dei dubbi. E' credibile chi fa tutti i giorni dalle 5 alle 20 recensioni. Di prodotti diversi, tutti i giorni, festivi-lavorativi-natale-quando si sta male.. sempre sempre.
Alla lunga un po' mi insospettiscono e vado a preferire il raters semi casuale da 50 rate all'anno..
Riguardo i raters veri, li preferisco di gran lunga agi occasionali, escludendo chiaramente quelli che si sparano 50 bicchierini al giorno, assaggiandone solo un sorso o due.
Davide, Roma assorbe circa il 3-5% della produzione di Rev Cat. E a Roma c'è una discreta concentrazione di locali che le tiene alla spina ed in bottiglia.
Magari stai troppo dietro la tastiera e non te ne rendi conto =)
Citazione Davide:
Davide, come fai a "preferire raters"? Ma almeno ne conosci qualcuno di questi di cui parli?
Citazione Davide:
Davide, sta stupidaggine di questi "contatti internazionali" è veramente comica... evidentemente per qualche motivo non ti va giù che Rev Cat risultà il più vincente tra i birrifici Italiani. E' eclatante anche sulla prima parte del tuo post. Te lo dicono addirittura altri utenti...
Ma eccoti un po di dati per riportarti alla realtà. Rev Cat Assemlare VS produrre in gen2011:
prodotti 140Hl circa
assemblati 20Hl circa
Sinceramente, trovo il tuoi articoli buffi ed approssimativi...
Prima di scrivere almeno documentati. Capisco che tu possa essere opinionato per i motivi più disparati, ma se vuoi fare informazione con un blog almeno chiedi prima e non sparare cazzate.
@mad3
fortunatamente sei uno dei pochi a cui fanno cagare le mie birre.
Evidentemente è una questione di palato....
Ma devo ammettere che sei "entertaining" =)
Ciao Alex, mi fa piacere leggere il tuo commento.
Prendo nota delle cifre che mi hai dato ma in sostanza non cambio di molto la mia impressione.
Non ho mai detto che Rev Cat faccia cattive birre (anzi, fin'ora ho assaggiato solo cose buone fatte da voi), mi sembra strano solo che costituisca il 20% della classifica italiana. Questo, suppongo lo noterai anche tu, è probabilmente una sovrastima di quello che rimane comunque un'ottima offerta di produzione.
Nel mio piccolo (non sono un esperto totale, anzi) ho cercato di capire il perchè.
Il fatto che tu abbia un seguito internazionale mi pare sia fatto risaputo e il fatto che su ratebeer i raters siano maggiormente esteri mi ha condotto verso questa supposizione.
Altrimenti non saprei spiegarmi come birrifici ottimi (Rurale, Bi-Du, Orso Verde, Menaresta e altri) non siano stati considerati.
Questo mi ha spinto anche a verificare chi fa queste schede e (in particolare nell'articolo precedente) portato ad avere dubbi su alcuni raters che secondo me non possono fisicamente e razionalmente fare 20 raters al giorno. E' una mia opionione, rispetto ovviamente la tua, che mi sento di confermare.
Non ho mai detto che mi fanno cagare tutte le tue birre... dai su non facciamo i permalosi se no quando arrivi a bergamo altro che pistole d'acqua.. quest'anno secchi ahahahahah...
Ti trovo un grande che fà ottime birre la back to casic mi piace parecchio... ma le woodwork series sono proprio il peggio che produci... gusti personali ovviamente..
Grazie per l'entertaining.. anche se non credo sia un complimento ahah
Pensate che un locale simile sia un ristorante migliore della Brasserie 4:20? Guardate più sotto: The Drunk Monk, forse l'unico locale decente in Spagna, specializzato in birre belghe, 5-6 spine con chimay blu e tripel blanche... ma andiamo... 93,a meglio del Kulminator. E guardate le recensioni, molto qualificate e obbiettive non c'è che dire.
Dei locali finiti in classifica, Ma che siete venuti a fà, Brasserie 4:20 e Bir&Fud, per farsi un'idea basterebbe leggersi solo le recensioni degli utenti qualificati, quelli che conoscono bene di cosa stiamo parlando e che girano il mondo per bere birra in questo o quel locale. Per scoprire per esempio che il 4:20 è primo assoluto tra gli utenti premium nelle categorie "ristoranti". E quindi spezzo una lancia in favore di questo locale, che è uno dei pochissimi se non l'unico beer restaurant dove oltre a trovare una carta di birre importanti si mangia anche divinamente. Provate il de Hereen van Liedekerck e fate le vostre valutazioni: non ce n'è per nessuno.
E basta vedere i voti dati a questi locali per rendersi conto che questa faida italiana ha portato più voti bassi che alti.
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