Scrivo afflitto da un mal di testa insolito (per me), non previsto vista la coscienza abbastanza linda e con indiziati più probabili il sonno difficoltoso in tenda e una serie di sbalzi climatici subiti.
Comunque sia anche questa è fatta, l'Orobie Beer Festival è passato e qualcosa da raccontare ci è rimasto.
Parto dal dove, il The Dome di Nembro. Locale veramente insolito nella sua architettura ma decisamente di livello. Ben gestito da Michele Galati, personaggio che difficilmente non può piacere, al The Dome abbiamo trovato un festival particolare sia per i prodotti, sia soprattutto per l'occasione di incontrare i birrai intenti a servire/spiegare i propri prodotti.
Il resto del racconto è facilmente immaginabile : c'era cibo, buono (gli anelli di cipolla favolosi) . C'era gente, un po' delle solite facce più o meno familiari. C'erano degustazioni guidate. C'era il concorso sulla miglior birra dell'evento. Insomma, una formula abbastanza consolidata. Finito il classico preambolo, butto sparsi frammenti e impressioni della serata.
Il primo ricordo è sicuramente legato a Valter Loverier, anima di quel Loverbeer che tanto fa parlare in queste settimane. Dietro il bancone dava un'impressione di incredibile calore umano nel suo muoversi, nel guardare la birra, nello sguardo timido. I suoi prodotti danno una conferma meravigliosa di Pasturana nella Madamin e un netto miglioramento
per quanto riguarda la Papessa. Non saprei dire cosa ci hanno spinato in quella occasione, ma stavolta troviamo davanti un'imperial stout molto caffettosa, "oleosa" e tutto sommato bevibile. Non incredibile, ma potabile si. Il terzo suo assaggio invece è un capolavoro con la BeerBera, birra con uve barbera e fermentazione spontanea. Fresca, profumata, leggermente acida e incredibilmente dissetante. Tanto di cappello ai suoi prodotti e al suo stile, sicuramente andremo a visitarlo prima o poi per curiosare e saccheggiarlo.
Altri assaggi che meritano un ricordo sono quelli del duo Toccalmatto/Menaresta, accumunati per la vicinanza di posizione e la cialtroneria comune. Zona Cesarini birra decisamente particolare, con profumi di frutta dolce, di pesca, di tropicale. Servita un po' calda, ma non male. Sempre di Toccalmatto ho trovato una buona Ambrosia, blanche molto rinfrescante. Passando a Menaresta ho preso forse troppo presto una Verguenza decisamente luppolata. Eccessiva come suggerisce il nome, con il Columbus usato a mò di aratro per il nostro palato. Birra da feticisti, poco altro da aggiungere. Nei bicchieri ci sono passate anche la Pan Negar, morbissima stout con grano saraceno e la Flora Sambuca, sempre molto elegante e profumata.
Altra coppia positiva quella di ExtraOmnes e Maltus Faber. Del primo ho trovato una Blond veramente buona, con un grande equilibrio su tutto e una luppolatura elegante. Di Maltus ho provato la Blond Hop. La loro blond solitamente non mi entusisma, la blond hop sicuramente guadagna qualcosa dal dry-hopping ottenendo un risultato particolare con una "belga" di ispirazione un po' americanizzata.
Di birra in birra ricordo con piacere la Blanche du Valerie, già assaggiata anche lei a Pasturana, che si candida tranquillamente ad essere la mia blanche preferita e la SuperanAle di Bi-du, troppo luppolata per i miei gusti. Ultime citazioni per la Wabi, decisamente in forma e per qualche bocciatura abbastanza netta : Lodigiano e Lariano, nettamente sotto la media dell'evento.
In summa un gran bel festival, prima edizione ma con le idee già ben chiare. L'aspetto migliore del tutto a mio avviso è stata la presenza dei birrai per scambiarci due chiacchere, sentirsi raccontare le birre o apprezzare le sfumature di umanità di ogni singolo "artista". L'ambiente informale e decisamente "svaccato" ha aiutato il tutto, con l'abbondanza di dubbi e buffi personaggi (soprattutto dopo una certa ora e dopo una certa "carburazione" birrosa).
Evento divertente e molto istruttivo in sè, speriamo in un bis il prossimo anno.
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Commenti
Spero di poter partecipare l'anno prossimo ;)
Una birra può vincere tutti i premi di questo mondo, ma non per questo deve per forza piacere a tutti.
Ci sono casi di altri premi più "prestigiosi" poi meno seguiti dal pubblico, e di esempi ne potrei fare molti.
Detto questo, fortunatamente ragioniamo con i gusti, che fortunatamente sono ancora soggettivi più che oggettivi.
O meglio. Avessi detto che la Verguenza è una birra dolce e scarsamente luppolata, si poteva dubitare del mio palato.
Invece ho semplicemente scritto che è eccessiva (e dato il nome pure il creatore lo sa), e quindi si scende nelle personale preferenze.
A me così tanto luppolata non piace in modo incredibile, non metto assolutamente in dubbio che altri possano averla apprezzata.
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