Oggi parliamo della cena di degustazione delle birre di Pausa Café, tenutasi alla Locanda del Monaco Felice (Suisio - BG) lunedì sera. Buona occasione per assaggiare qualcosa di questo birrificio sociale, di cui avevamo spesso sentito parlar bene. 
Anzitutto, bisogna partire da alcune informazioni generali sulla storia di questo giovane birrificio. Il nome curioso associato ad un produttore di birra deriva dall'occupazione iniziale e principale che ha fatto nascere questa cooperativa, che prima di tutto si è occupata (e ancora si occupa) di torrefazione e di cacao. La particolarità è nel progetto che sta dietro a queste produzioni. L'obiettivo è infatti quello di unire in modo virtuoso due ambiti di marginalità: i contadini di Guatemala, Messico e Costa Rica, e i detenuti delle carceri piemontesi di Torino e Saluzzo, dando ai primi la possibilità di avere scambi economici improntati ad equità e solidarietà, e ai secondi l'opportunità di ottenere una professionalità spendibile poi al di fuori del carcere e un'occasione per sperimentare il lato rieducativo delle strutture carcerarie così come dovrebbe realmente essere. Per altre informazioni, meglio lasciarvi leggere il sito istituzionale. Aggiungiamo solo che il microbirrificio si trova nella Casa Circondariale "Rodolfo Morando" di Saluzzo, dove 3 persone ogni giorno collaborano con il mastro birraio Andrea Bertola per produrre birra utilizzando anche prodotti provenienti da quei paesi con cui già la cooperativa Pausa Café operava.
Dopo questa doverosa introduzione, passiamo alla nostra degustazione. Con un casalingo risotto ai carciofi, si inizia col bere la P.I.L.S. Come ci precisa Andrea, presente alla cena per spiegarci le birre che assaggeremo, un puntino dopo ogni lettera che compone il nome pils, per non far torto ai degni produttori di Pilsner. La particolarità di questa birra è il passaggio in botti di rovere nuove che, come ben sintetizzano i produttori "conferisce equlibrio e regalità, leggeri toni ossidativi e dolcezza al naso con lievi note di vaniglia". Questo passaggio in botte conferisce anche un colore più scuro ad una pils che tradizionalmente si associa ad un chiaro e limpido giallo paglierino. Non ne avevamo mai sentito parlare, comunque il risultato è buono, una pils beverina come è giusto che sia, una buona schiuma e un giusto amaro (anche se Andrea si è soffermato proprio su questa caratteristica di amarezza un po' pronunciata per una pils).
Con un piatto di affettati e polenta, arriva la seconda degustazione. E' la Taquamari, una weizen rivisitata con altri cereali (si parla più di ispirazione). Vengono aggiunti, infatti, tapioca, quinoa, amaranto e riso basmati. Ne risulta una birra di un bel giallo carico, molto opaca e con una copiosa schiuma ben persistente. Birra davvero particolare e difficile da definire, dopo l'assaggio è chiara l'ispirazione alle weizen.
Ultima degustazione è riservata alla Tosta, a cui viene abbinato del formaggio di capra e stranamente anche delle melanzane sott'olio/aceto. Il nome già suggerisce qualcosa circa la gradazione (12.5 alc. vol.), ispirata alle Barley Wine. Birra con un carico colore ambrato e buoni sentori di caffè e cacao, non lascia che sia l'alcool a predominare sul gusto, forse anche per il buon corpo. Da segnalare che nella cotta, viene utilizzata anche della pasta di cacao, sempre prodotta dalla cooperativa, questo tuttavia a nostro parere non ha condizionato in modo stucchevole la birra, ma le ha aggiunto una buona nota.
Ora alcune considerazioni finali sulla serata. Anzitutto, piacevole l'ambiente e l'atmosfera garantiti dalla Locanda del Monaco Felice, dove l'informalità ci ha fatto sentire un po' come a casa (anche se Davide si sentiva davvero a casa per le pregresse esperienze dal buon Claudio). Abbiamo già detto che la cucina è stata molto casalinga, ma il prezzo della serata (25 euro) era assolutamente ben coperto considerato che gli assaggi delle tre birre consistevano in circa poco più di 35cc ciascuno. Interessante l'incontro con il birraio, che come sempre aggiunge qualcosa alla birra che bevi dopo averlo ascoltato. Giudizio finale, quindi, positivo. Prossimamente parleremo anche meglio della Locanda, che sicuramente merita articolo a parte.
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