La festa dell'Orso Verde è un appuntamento di quelli abbastanza intimi che si ripete da qualche anno (lo scorso stavo per andarci ma poi cadde, se ben ricordo, in contemporanea con il Villaggio della Birra inducendomi alla rinuncia) con le birre di Cesare e un circolo fedele di appassionati al seguito. Quest'anno la proposta prevedeva la partecipazione di ben 5 altri birrifici - Menaresta, BI-DU, Montegioco, Panil, Gedeone- senza meglio specificare con cosa o se con la presenza o meno del birraio.
Il nostro arrivo è stato piuttosto particolare. Tempo di entrare nell'atrio coperto del birrificio e scorgo un viso amico. Poi due, poi tre, alla fine mi sono reso conto di conoscere tranquillamente un terzo dei presenti. Il lavoro al pub e l'assidua - anche se recentemente meno forte del solito - presenza ai festival mi ha abituato a riconoscere molti visi, di quella cerchia piuttosto fedele di fans sempre alla ricerca di una buona pinta. E' il solito pregio/limite di questi eventi, che a volte peccano nell'attrarre neofiti totali ma che portando i soliti amici contribuisce subito a creare un clima famigliare.
Parlando della festa in sè, l'offerta prevedeva una nutrita pattuglia di birre del padrone di casa - Wabi, Backdoorbitter, Amaranta e Rebelde - più una spina dedicata per ogni ospite, a parte Montegioco frenato da un problema di attacchi e fusto "sbagliato". Il bicchiere da "degustazione" che si vede anche nelle foto suscita subito la mia ammirazione e il mio rispetto, portando ad un primo assaggio a bassa gradazione. La 2st running di Menaresta, ottenuta da un secondo spargin delle trebbie, è una birra realmente leggera; i profumi derivano in modo piuttosto spinto dal dry hopping di sorachi ace, in grado di coprire parzialmente un accenno di solfuri che i nasi più attenti hanno subito scovato. In bocca ovviamente si mantiene leggerissima anche se con un finale non particolarmente piacevole dovuto ad un'eccessiva astringenza (forse dovuta proprio dal dry hopping? ). Una birra da rivedere, come effettivamente poi mi ha confermato Marco (collaboratore del birrificio), forse anche eccessivamente critico sul suo lavoro.
Secondo giro di assaggio più sul sicuro, con la Superanale del BI-DU. Ottima "spremuta" di luppolo, amara in bocca dall'inizio alla fine con un buon corpo a sostegno e un'aroma molto invitante. Sfruttando gli amici e gli altrui bicchieri sono riuscito anche ad assaggiare alcune birre ospiti tra cui la Brune di Panil, troppo dolciosa per i miei gusti e la Brama Rossa di Gedeone con un naso un po' chimico da bubblegum che poi ritornava sgraziato in bocca.
L'abbondanza di beveraggio per fortuna è stata compensata da una disponibilità di cibo piuttosto soddisfacente, anche questa volta "alla buona ma gustosa", con panini a prezzi popolari (con ottime salamelle e porchette) e un buffet di riso nero alle verdure che compariva e spariva periodicamente sotto gli assalti del pubblico.
Per rendere gli onori al padrone di casa (sempre in grado di metterti il buon umore), concludo questa serata con una Rebelde. Dell'occasione rimane il piacere di aver incontrato vecchi e nuovi amici, in particolare chi è venuto da lontano per una pinta con il solito entusiasmo, e la bontà di un'ottima birra luppolata sorseggiata senza troppi pensieri a monte.
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