altIl titolo del post poteva anche essere tranquillamente : "smazzarsi oltre otto ore di viaggio tra A/R, lavorare intensamente due giorni e divertirsi come un animale" , con giusto il limite della lunghezza a renderlo inadatto come intestazione. Così oggi mi ritrovo a raccontarvi la due giorni di Fivizzano (MS), legata al festival "In Fermento" e lo faccio con il sorriso sulle labbra. I motivi sono parecchi e cercherò di toccarli tutti nel report, sapendo già che a parole è difficile trasmettere certe sensazioni che solo al "tatto" puoi recepire e comprendere.

La nostra discesa nelle prime terre toscane è stata , come al recente festival di Suisio, legata alla collaborazione con il Birrificio Bad Attitude. Come in quell'occasione siamo in solitaria, io e Antonella, a gestire lo stand dall'inizio alla fine del festival, cercando di barcamenarci tra questioni tecniche e il classico contatto con l'appassionato di turno. L'esperienza è un fattore realmente importante in questo "lavoro" e, se usata con criterio, aiuta a risolvere tanti grattacapi. Così, figli del risultato sotto le attese di Suisio, siamo partiti con un'attrezzattura perfettamente rivista e controllata, una pratica cassetta degli attrezzi e soluzioni in testa nel caso sorgessero problemi già affrontati.

Con questa base siamo partiti dal profondo nord lombardo, destinazione un festival di cui sinceramente conoscevamo molto poco, arrivato alla sua seconda edizione e con un pacchetto di sei birrifici ospiti a fare da base alcolica per il fine settimana. Arrivati a Fivizzano, graziosa città della Lunigiana, troviamo ad accoglierci il duo organizzativo composto da Nicola e Margherita, compagni spettacolari di questo fine settimana. I primi scambi di battute, i sorrisi, la disponibilità ricevuta è stata sicuramente un segnale di cosa ci avrebbe prospettato la nostra visita.

altDovessi descrivere il "depliant" di in fermento userei parole già usate per altri festival, partendo dall'offerta di birra artigianale (Amiata, Il Beerbante, Doppio Malto, Birrificio del Golfo, Maltus Faber e noi di Bad Attitude), cibo in abbinamento, musica, concorsi per il miglior birrificio, degustazioni varie, ecc... ecc.. . Così facendo potreste pensare però al solito evento, di quelli che abbondano nel nostro calendario e si sfidano tra di loro per sedurre l'appassionato birrofilo. In fermento è stato sicuramente questo ma anche molto altro.

Nell'intasato calendario birraio, In fermento nasce semplicemente da un'idea portata avanti da un gruppo di amici, che partendo da zero tenta di costruire un qualcosa che non sia affatto scontato. Raccontando il festival in sè, iniziamo dalle conclusioni. In fermento ha funzionato decisamente, con una parte organizzativa molto curata e in grado di far sentire subito a casa il visitatore. Tutto questo credo nasca proprio dalla sua base, fatta di persone che si conoscono da sempre e disponibili a fare quei sacrifici che solo un forte legame e una forte motivazione possono dare.

Il "taccuino" degli assaggi è stato piuttosto soddisfacente, con un livello medio delle birre molto buono. I nostri vicini di Doppio Malto, avevano una Pils piuttosto maltata ma beverina e la Stone Ale decisamente dolciona e piaciona. Apprezzate anche le birre di Amiata, tranquillamente beverine mentre una bella sorpresa me l'ha riservata la Ipa del birrificio del Golfo. Sorpresa perchè dopo quintali di luppoli americani in una Ipa, riesco finalmente a trovare una sua interpretazione più english style e più vicina a cosa dovrebbe essere realmente una Ipa. Buon luppolo al naso (Goldings e Fuggle), corpo maltato e piacevole, finale amaro senza eccessi. Sicuramente molto "ammmericani" diranno che fa cagare, ma a me non è dispiaciuta affatto. Concludendo la panoramica birra, discrete le birre di Beerbante (molto tranquille e popolari), sempre ben fatte quelle di Maltus.Dal nostro banco ho trovato tutto piuttosto in forma, apprezzando in particolare la Hobo, trovando la Two Penny buona come sempre e lasciando un po' di riserve su una Bootlegger molto piaciona e popolare ma senza quella personalità che amo in una birra. 

altSempre legata alla birra, mi piace raccontare della mia lotta durante tutto il week-end contro la birra bionda. Infatti il pubblico trovato si divideva (un po' come sempre) tra l'appassionato che ti pungolava di domande pertinenti e l'occasionale visitatore che la parola artigianale magari l'abbina alle patatine cotte a mano, ma non di certo alla birra. Questo secondo gruppo di esordienti mi ha portato alla sfida del "vendere ghiaccio agli eschimesi", cercando in ogni modo di uscire dal classico abbinamento birra normale/buona = birra bionda. Così a ogni richiesta di birra "bionda" (o meglio bbbionda), provavo a dirottare la scelta sull'ambrata Hobo o sulla scura Two Penny, anche seguendo un po' la mia personale classifica di preferenze e sfruttando la possibilità di dare piccoli assaggini come test di gusto. Prova e riprova mi sono tolto belle soddisfazioni, creando un discreto gruppo di "schiavi" di birre che solitamente non apprezzavano o conoscevano, spingendo così bene la birra "impopolare" fino al primo posto del concorso popolare del festival (con la Two Penny). Risultato con risvolti buffi, come la chiamata sul palco a ritirare il premio come birraio, momento che mi ha riempito di soddisfazione ma fatto sentire anche un po' abusivo in quella posizione, conoscendo benissimo i meriti di tutto lo staff del Bad (enormi) e i miei limitati a qualche mese da "spalatrebbie" e onesto portavoce da festival.

Oltre a bere bene, sabato e domenica abbiamo anche mangiato decisamente bene. Molto buoni i cibi "locali" come Cian, Pattone e Sgabei (googleggiare per sapere di cosa parlo), onestissima la grigliatona abbonandante nelle dosi, buona nei sapori e ad un prezzo felice rispetto ad altre occasioni. Anche la musica ha giocato il suo ruolo, con orecchiabili band locali a suonare dal vivo musica orientata sul rock alternativo, ma con uno stile abbastanza facile e gradevole.

In conclusione sono veramente soddisfatto di questa esperienza. Parlando da commentatore analitico posso dire di aver trovato un festival ben organizzato, birre buone (magari senza picchi estremi ma anche senza difetti, e non è poco), comparto cibo di livello, uno staff ben coordinato e funzionale. Mi sento realmente di ringraziare tutti gli amici incontrati e fatti a In Fermento, dagli organizzatori agli altri birrai. Tutti assieme hanno (abbiamo) creato una "chimica" particolare, a metà strada tra la festa di paese, il raduno di appassionati birrofili e la vecchia compagnia di amici. Ci siamo sentiti subito a casa e parte di un qualcosa. Credo che questo sia il maggiore successo di In Fermento, festival che mi sento di consigliare a tutti per la prossima edizione 2012. 

 

ps, tutte le altre foto sono disponibili nel nostro album di flickr



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Commenti  

 
0 # Schigi 2011-06-23 13:17
ah, complimenti per il nuovo ruolo...ne dai tu l'annuncio ufficiale i devo farlo come al solito io? ;-)
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0 # Davide 2011-06-23 16:42
Citazione Schigi:
ah, complimenti per il nuovo ruolo...ne dai tu l'annuncio ufficiale i devo farlo come al solito io? ;-)


mah, prima o poi un articolo su questo mi capiterà. Purtroppo tanti progetti mi prosciugano il tempo e anche questo blog ne paga dazio...
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