altL'avevamo già detto, il Pils Pride è un appuntamento fisso. Come l'anno scorso, anche quest'anno siamo andati a fare il nostro giro di pils, con l'intento di riverificare vecchi assaggi ed assaggiare qualcosa di nuovo non ancora reperito o sconosciuto. Birre presenti 17. Molte le italiane già presenti nella passata edizione, tra cui le due produzioni del Birrificio Italiano (Tipopils ed Extra Hop), Omnia (Babb), Via Emilia (Birrificio del Ducato), Levante (Statale 9).; le nuove arrivate in primo piano sono la Philippe (BiRen), la Keller Pils (Foglie d'Erba) e la Soci's Pils (Soci Dea Bira Club). Tra le straniere, ci incuriosivano l'Italia di Thornbridge Brewery e la Koutsky Blonde Lager del birrificio ceco Kout na Sumave. Se volete l'elenco completo delle birre, rimandiamo invece direttamente alla pagina ufficiale.

Arriviamo al Birrificio Italiano sabato pomeriggio verso le 16:30 e ci godiamo le ultime ore di sole della giornata prima che arrivi la pioggia, esattamente come lo scorso anno... L'atmosfera è sempre la stessa, non c'è dubbio sul fatto che al Pils Pride ci si senta tutti un po' a casa, sarà la birra nel bicchiere o tutti i visi familiari da cui ti trovi attorniato? L'organizzazione è ormai sempre la stessa: bicchiere con cauzione a 3€ e 10 ticket a 21,50 € (altrimenti 2,50 € per 0,20cl). Noi optiamo per il carnet, ben consapevoli del fatto che tanto non basterà... Ora, raccontare tutti gli assaggi? Non vi annoiamo e passiamo direttamente alle birre che ci hanno incuriosito di più o su cui abbiamo avuto più da discutere.

altAntonella

Philippe di BiRen, ovvero Birrificio Renazzese, è stato il piacevole inizio dei miei assaggi. Una pils meno amara ed erbacea di quello che mi aspetto solitamente da una birra del genere, schiuma abbondante e persistente, abbastanza limpida, i profumi erbacei del luppolo sono ben accompagnati da quelli del malto in un buon equilibrio che non tradisce le aspettative in bocca. Non avevo ancora assaggiato niente di questo birrificio, questa birra mi è piaciuta.
Tuttavia il podio degli assaggi rimane per la Via Emilia del Birrificio del Ducato. Ottima schiuma e colore invitanti, il bicchiere ti accoglie subito con una ventata di luppolo fresco, stessa freschezza che si ritrova poi al gusto. Era un po' che non la assaggiavo, se i ricordi non mi ingannano la trovo quasi migliorata.
Andando a fare qualche assaggio d'oltralpe, pulita e corretta la Grünten-Pils di Engelbräu che non si è attardata a rimanere troppo nel bicchiere; buona anche la Keller Pils Schonramer, un po' meno "pulita" ma per questo anche con più carattere rispetto all'altra tedesca.
Unica pecca tra i miei assaggi, La Grigna del Birrificio Lariano, torbida e fastidiosamente acidula, quella è rimasta parecchio nel bicchiere anche se stavo cenando a kebap...

Davide

Faccio una piccola premessa alla intro di Antonella. Il Pils Pride fa parte della mia storia di appassionato bevitore. Qualche anno fa, quando l'artigianale non era di moda come oggi, il Pils Pride era probabilmente il maggiore evento della zona e tra i più importanti in Italia. Fuori dal pub si vedevano camper, c'era grande attesa nei giorni prima e si incontrava molta gente che partecipava. Con gli anni l'offerta si è ampliata (pure lo stesso week-end, fino alla fine sono rimasto tentato da Birre sotto la Torre a Vigevano), lasciando al Pils Pride un peso poco più che locale, in linea con le nuove "tendenze". Aggiungo che organizzare un festival monostile è una bella sfida, sia per la difficoltà ad incuriosire il pubblico, sia per la difficoltà nel reperire prodotti in stile e di qualità. Faccio tutte queste premesse perchè pur apprezzando da sempre il Birrificio Italiano e il suo staff, quest'anno sono uscito dal Pils Pride piuttosto deluso e insoddisfatto. Gli assaggi spiegano meglio le mie sensazioni.

altArriviamo, si fa il carico di ticket e vado al primo assaggio. Una cosa curiosa degli assaggi della giornata (alla fine tra mio bicchiere e quello di Antonella ne abbiamo assaggiate 14 su 17, quindi un buon campione) è che io regolarmente "sbagliavo" mentre Antonella aveva sempre un prodotto migliore. Comunque sia inizio con l'Italia di Thornbridge, pils abbastanza atipica, maltosa e non equilibrata. Non cattiva ma dava un senso di caos tra le sue componenti. Passo alla Hell di Manerba, un po' dolciotta (ma è una hell, al pils pride? ). Il luppolo è nascosto, si fa bere abbastanza bene nonostante un filo (proprio a fare i puristi) di acidità, comunque non male. Il giro successivo porta al primo intoppo della giornata. Chiedo la Koutsky Blonde Lager, incuriosito dalla fama delle birre ceche. Arriva il bicchiere. Problema, grossi problemi. Il naso è di stantio, muffa, formaggio, diacetile e verdure varie. Completamente andata, faccio un sorso e lavandino. Rimango perplesso e mi distraggo con la premiazione della degustazione alla cieca mattutina. Gli assaggi successivi sono la Omnia di Babb (buona, forse amaro un filo eccessivo ma piace), la HerrenPils di Riegele che non mi piace ma è una questione di gusti e la Soci's Pils non cattiva ma con un naso fruttato e dolcioso piuttosto fuori stile.

Arrivo al nuovo bicchiere, secondo grave stop. Prendo la Keller Pils del Birrificio Foglie d'Erba, che poco conosco e tanto mi incuriosiva. Ci metto il naso. Passato di piselli con aggiunta delle patatine fonzies. Acida in bocca, non bevibile con tutta la volontà del mondo. Devo premettere che me l'avevano sconsigliata, ma tra una birra con gusti non apprezzati e l'infezione c'è tanta differenza. Qui arriva il mio fastidio, perchè scopro che la birra in questione era già stata stroncata nella degustazione alla cieca del mattino da tutta la "classe", docenti in testa. Quindi. Birra infetta consapevolmente servita. Io non conosco gli accordi tra chi serve la birra e il fornitore, ma a metterci la faccia è tutto il Pils Pride. Chiudo con una Tipopils per mettermi il palato in pace. Buona, come sempre. Ma stavolta ha un retrogusto amaro, e non credo arrivi dalla birra.

 

 

altAlcuni commenti finali. Interessante la sfida della predegustazione alla cieca anche se non c'è stato nessun vincitore. La sfida prevedeva l'assaggio alla cieca di 12 birre tra quelle poi presenti al festival, seguito dall'arduo compito di riconoscerne almeno 8 di quelle assaggiate ricercandole tra tutte le 17 presenti alla spina. Il massimo raggiunto è stato di 7 birre riconosciute, quindi niente vicitore, Ad ogni modo, il momento della dichiarazione dei risultati si è rivelato piuttosto occasione per quattro chiacchiere con Eric Toft, birraio alla Private Landbrauerei Schonram. Il caso è senz'altro interessante, Eric racconta infatti il suo percorso da giovane statunitense appassionato di birra, che decide di fare la sua esperienza in Germania. Prima frequenta la scuola di Weihenstephan, poi bussa alle porte di vari birrifici tedeschi fino ad approdare allo Schonram. Il suo percorso è fatto anche di una buona tappa in Belgio, in cui ha modo di scoprire la varietà e l'estro di questi birrai e di riportare con sè in Germania queste suggestioni. Questo birrificio promette bene e fa parte della piccola avanguardia tedesca che cerca di smarcarsi dalla tradizione del Reinheitsgebot, addentrandosi in produzioni di India Pale Ale, porter e stout. Come ha suggerito Agostino, chissà cosa succederà quando i birrai tedeschi (senz'altro tra i migliori conoscitori del processo produttivo) inizieranno a sperimentare in modo massiccio...

Lasciando questi discorsi sul futuro della scena birraria internazionale, chiudiamo con un pensiero alla manifestazione di quest'anno. Come sempre l'organizzazione è ottima, l'atmosfera piacevole è creata soprattutto dal pubblico, che coglie questa occasione per stare con i propri amici e con una buona birra senza troppe chiccherie. Peccato "solo" per la macchia nera delle spine andate a male e servite ugualmente, speriamo che il prossimo anno il Pils Pride possa redimersi e farci dimenticare questo scivolone.

 

 



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Commenti  

 
+1 # Filippo Garavaglia 2011-05-17 12:50
La Grigna non mi è sembrata cattiva, ma sospendo il giudizio ad un prossimo assaggio (ne ho bevute davvero molte) ma concordo sulla Keller di Foglie d'Erba, mandata giù tutta d'un fiato al secondo sorso giusto perché sono contro il "lavandinare" (salvo casi DAVVERO estremi).
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-2 # Cerevisia 2011-05-17 13:55
L'unica vera Pils presente era andata. Le altre sono tutte Lager. Ora mi chiedo, ma perché ostinarsi a chiamarlo Pils Pride? Davvero in Italia siamo fermi al concetto che la Pils è quella più amara?
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0 # Alessio 2011-05-17 14:25
Eric era alla degustazione sui luppoli americani al Brau Beviale lo scorso autunno, un personaggio davvero interessante.
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+1 # EmiGio 2011-05-18 08:37
Non concordo assolutamente con l'opinione di Antonella quando dice che la Grigna era torbida e acidula. Forse tra le poche a non essere filtrate, il dry hopping concorre alla velatura. Rispetto all'acidità anche su questo punto mi trova totalmente in disaccordo...conviene darsi un'altra opportunità
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0 # Antonella 2011-05-18 08:45
Citazione EmiGio:
Non concordo assolutamente con l'opinione di Antonella quando dice che la Grigna era torbida e acidula. Forse tra le poche a non essere filtrate, il dry hopping concorre alla velatura. Rispetto all'acidità anche su questo punto mi trova totalmente in disaccordo...conviene darsi un'altra opportunità


Alla fine il gusto rimane più una questione soggettiva; sul fatto che fosse velata mi sembra siamo d'accordo magari aver usato "torbida" è un po' più di quello che intendevo dire.
Di certo spero di darle un'altra opportunità, il messaggio non era "questa birra fa schifo", semplicemente quel bicchiere non mi è piaciuto :-)
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-1 # EmiGio 2011-05-18 09:04
...certo che la soggettività è puramente una questione di individualità; altra questione è la terminologia che si utilizza che ha la sua fondamentale importanza: tordida e velata hanno nella propria genesi una bella diversità. Se rileggi quello che hai scritto la lettura che se ne deduce è....cattiva, fastidiosa....la diversità arricchisce, comunque dovremmo tutti quanti riappropriarci delle terminologie più corrette, altrimenti facciamo cattiva informazione...
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0 # Davide 2011-05-18 09:07
Citazione EmiGio:
...certo che la soggettività è puramente una questione di individualità; altra questione è la terminologia che si utilizza che ha la sua fondamentale importanza: tordida e velata hanno nella propria genesi una bella diversità. Se rileggi quello che hai scritto la lettura che se ne deduce è....cattiva, fastidiosa....la diversità arricchisce, comunque dovremmo tutti quanti riappropriarci delle terminologie più corrette, altrimenti facciamo cattiva informazione...


Intervengo brevemente. Mentre assaggiava la grigna io ero impegnato con la ceca (quindi non ben predisposto).
Comunque sia l'aspetto era veramente brutto, visto che stiamo parlando di pils, una velatura così accentuata (quasi torbida a mio avviso) è un bel difetto. Sempre che il rispetto dei canoni dello stile voglia dire ancora qualcosa.
Sul gusto mi esprimo meno, avendola appena nasata e bagnato il becco (sempre distratto dalle muffe ceche).
Cmq la birra non mi sembrava un gran chè, ma mi sento di dare più impressioni che sentenze..
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0 # EmiGio 2011-05-18 09:16
...ecco l'hai detto...i difetti sono le muffe, lo zolfo, la cosiddetta verdura bollita...il colore dato dal luppolo in dry non lo ritengo un difetto...comunque la mia impressione è stata di una birra in stile caratterizzata da un luppolo presente e da una buona freschezza....senza difetti....
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0 # Davide 2011-05-18 09:22
Citazione EmiGio:
...ecco l'hai detto...i difetti sono le muffe, lo zolfo, la cosiddetta verdura bollita...il colore dato dal luppolo in dry non lo ritengo un difetto...comunque la mia impressione è stata di una birra in stile caratterizzata da un luppolo presente e da una buona freschezza....senza difetti....


Un attimo. Se ti lamenti che usiamo terminologie sbagliate, almeno abbi l'accortezza di essere preciso.
Eravamo al Pils Pride, festival dedicato a uno stile preciso. Se vogliamo quindi capire se una pils è buona, dobbiamo anche dare un valore sulla sua aderenza allo stile.
A fare i puristi il dry hopping quindi non dovrebbe manco esserci in una pils, ma questo è marginale.
Il colore però è fondamentale. La tipopils (mostro sacro nello stile) è stata segata in concorsi solo per la sua "velatura". Ora, se la tipopils risulta velata, cosa dobbiamo dire della grigna?
Secondo me è un difetto abbastanza grave quello del colore e in un ipotetico concorso finiva esclusa senza manco la degustazione.
Noi non siamo così maniaci da guardare il capello (giustamente), però secondo me si era oltre il tollerabile a livello di velatura, dando quasi impressioni di torbido appunto.
Su i sapori mi esprimo meno, amici me l'avevamo sconsigliata per i difetti che poi Antonella ha trovato, tu invece l'hai apprezzata. Opinioni, ovviamente tutte buone in quanto opinioni.
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0 # EmiGio 2011-05-18 09:36
...esatto, rimangono delle opinioni....e tali rimangono pure e semplici opinioni. A tua informazione la tipopils in passato ha vinto diversi concorsi proprio quando la "velatura" era più evidente...quindi viene meno quello che hai sopra espresso. Comunque termino qui i miei interventi....
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0 # Davide 2011-05-18 09:38
Citazione EmiGio:
...esatto, rimangono delle opinioni....e tali rimangono pure e semplici opinioni. A tua informazione la tipopils in passato ha vinto diversi concorsi proprio quando la "velatura" era più evidente...quindi viene meno quello che hai sopra espresso. Comunque termino qui i miei interventi....



All'estero la Tipopils (ma anche la Via Emilia) vengono presentate come keller, proprio per il problema di "velatura".
Quindi rimane valido quello che ho espresso. ;-)
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0 # EmiGio 2011-05-18 10:01
...sbagli solo ultimamente sono state inserite nelle keller, anticamente nelle pils....passo e chiudo :-*
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0 # Davide 2011-05-18 10:05
Citazione EmiGio:
...sbagli solo ultimamente sono state inserite nelle keller, anticamente nelle pils....passo e chiudo :-*


Appunto. Nel 1913-14 lo scudetto l'ha vinto il Casale. Ma se ci mettiamo a discutere di calcio nel 2011 parleremo di altre squadre.
Il Pils Pride di cui parliamo noi è del 2011, e mi pare che l'ultimo successo di via emilia e tipopils all'estero sia stato appunto come Keller proprio perchè come Pils venivano squalificate.
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0 # Cerevisia 2011-05-18 10:22
Non penso sia un problema di velatura,il problema è che non sono Pils. Sono magari ottime Lager, ma nessuna è una vera Pils ed all'estero dove c'è un po di cultura birraria in più che da noi, a ste cose ci guardano.
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+1 # lallo 2011-05-27 17:28
GRIGNA LOVE YUO!!! BRAVO GIGANTE!!
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