Tendenzialmente sono portato a valorizzare e a parlare su queste pagine di prodotti particolari. Magari "esotici" con luppoli di paesi lontani o prodotti in posti che io conosco solo con l'immaginazione come gli Stati Uniti o la Scandinavia. In scala molto ridotta questo ci capita anche per i locali. Abbiamo una cerchia ristretta di buoni posti vicino a casa di cui raramente parliamo, forse perchè li avvertiamo come normali e abitudinari. Questa deriva quindi non ci ha portato a fare schede di porti fantastici come Il Birrificio Italiano, il Birrificio di Lambrate o il the Dome, non tanto per la qualità (che sicuramente c'è) ma per l'abitudine. In questa condizione cade sicuramente un locale, il Mr Fogg della "nostra" cittadina novarese e in un certo senso anche un birrificio della nostra provincia come Croce di Malto. Rimediamo parzialmente a queste lacune locali raccontandovi di una degustazione avvenuta per appunto al Mr. Fogg di Dormelletto (NO), in cui i birrai di Croce di Malto ci hanno presentato tre loro prodotti accompagnati da piccoli stuzzichini.
Una cosa che ho sempre apprezzato del modo di condurre le degustazioni di Luca (Mr Fogg) è il tono piuttosto rilassato e casalingo del tutto. Difficilmente troverete tecnicismi o riferimenti a gusti e sapori difficili da capire per i più, ma piuttosto un racconto molto semplice e diretto, facilmente comprensibile anche da chi di birra non mastica molto. Fatte quindi le introduzioni di rito, l'assist è passato verso il duo del birrificio, Alessio e Federico già conosciuti in alcune fiere (anche come vicini di stand).
Il racconto del birrificio, della "casualità" della sua nascita e del loro inventarsi birrai mi ha ricordato la genesi di altre realtà, che sembrano nate per caso e quindi sorprendono ancora di più considerata poi la qualità dei prodotti. La prima birra proposta per la serata è stata la loro Koelsch, la Hauria. Il colore giallo paglierino velato e una schiuma bella compatta invogliavano decisamente all'approccio alla pinta. Il luppolo con toni verso l'erbaceo si sentiva chiaramente appena si avvicinava il naso, accompagnato da un accenno maltato e una freschezza generale. Freschezza che in bocca tornava, con una lieve acidità in una birra piuttosto secca e dal finale gradevolmente amaro, abbastanza persistente. Una birra estiva, adatta alle grandi quantità da pub. L'abbinamento la prevedeva accostata alla mortadella, con il classico gioco di una carne grassa pulita da una birra beverina e rifrescante. Gioco che riusciva piuttosto bene.
Passaggio successivo verso la TripleXXX, prodotto di punta del birrificio, già premiata a Strasburgo nel 2009 e complice del successo e del terremoto successivo di Croce di Malto. Personalmente non sono mai stato un suo grande fan, pur apprezzandone la complessità e la sua generale qualità, mi ritrovavo a sbattere contro un muro eccessivamente dolcione. Una volta arrivato il bicchiere ho trovato una birra quasi ambrata, velata e molto belga all'aspetto. Gli aromi viravano decisamente verso il fruttato, con esteri di banana e frutta matura e qualche accenno di speziato/pepato. In bocca ritornava a essere dolciona come la ricordavo, setosa e morbida. L'abbinamento con il gorgonzola le ha dato una spinta decisa, con il gioco di dolciosità della birra mitigato dalla sapidità e lieve piccantezza del formaggio. Una birra che magari da sola non berrei a pinte, ma con il giusto abbinamento è scesa giù decisamente bene.
L'ultima tappa è stata riservata a una birra nuova, la Temporis presentata per l'occasione di ieri sera, interpretazione di una Saison. Parlo di interpretazione perchè personalmente senza l'indicazione di stile avrei avuto difficoltà a incasellarla. Di un colore dorato carico, si caratterizzava molto per l'aspetto olfattivo, realmente particolare. L'uso di spezie recuperate in qualche piccola bottega ligure le ha donato un profumo molto penetrante, di erbe balsamiche (resine, salvia, menta), pepato e un ritorno in seconda battuta di un fruttato abbastanza morbido. In bocca era beverina con il richiamo netto delle spezie, forti come sapori ma non stucchevoli e tutto sommato gradevoli. L'ultima birra veniva abbinata ad una torta salata dai sapori comunque morbidi, in grado di ingentilire il balsamico della birra e legandosi decisamente bene.
L'ultima birra è stata per noi anche occasione per scambiare due parole con i birrai che si sono dimostrati molto disponibili e gentili verso gli homebrewers e aspiranti birrai del pubblico. La serata così è scivolata piacevolmente parlando di spezie (aspetto che ho notato molto a cuore ai birrai), di lieviti e in generale della nostra comune malattia con sguardi preoccupati delle donzelle al nostro seguito.
In conclusione una serata tranquilla, piacevole, a un costo realmente irrisorio (10€ per 3 birre da 0,2 abbondanti e assaggi compresi), personale e ospiti disponibilissimi. Non ci resta che aspettare la prossima "degusta", dando il giusto merito anche ai posti "abitudinari" e dietro casa.
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