altCi sono pezzi che si scrivono faticosamente, altri che praticamente vengono fuori in automatico. In questa occasione direi che siamo nel secondo caso, data la gradevolissima esperienza di ieri passata a Scandiano, presso l'Arrogant Pub, per la prima edizione di Brew Jam Session HopBrewers Arroganti organizzata in primis dalla comunità di Areabirra.it e l'associazione Birra Divin Piacere.

La giornata quindi si presentava come occasione di incontro e confronto tra i partecipanti e non della comunità di Areabirra.it, gruppo di appassionati homebrewers che ammetto di aver scoperto tardivamente e che frequento/leggo da circa un mesetto. Il programma dell'evento ruotava intorno al concorso Hopbrewers Arroganti, session riservata a birre prodotte in ambito casalingo, senza riserva sulla procedura di creazione o sullo stile, con l'unica richiesta di essere caratterizzate per la presenza del luppolo e la sua arroganza. Inizialmente leggendo il riferimento all'arroganza del luppolo, e con in mente certe birre raschia palato, ho temuto di assistere alla corsa disperata verso soglia 100 IBU e oltre, mentre in seguito la lettura del regolamento mi ha piuttosto tranquillizzato : 

L’arroganza è un modo di pensare alla birra, non stiamo parlando necessariamente di birre estreme, vogliamo che vinca una birra buona, indipendentemente dallo stile (infatti è libero) che ti lasci una terrificante voglia di berne ancora.

Quindi premiato l'uso del luppolo, non il suo uso criminale, sempre leggendo dalle linee guida : 

Ovviamente il luppolo ci deve essere, ma come potete vedere non parliamo mai di ibu. Vorremmo una birra che fosse caratterizzata dal luppolo, ma ci piacerebbe che una pils perfetta se la giocasse alla pari con una IPA superluppolata. Il luppolo dovrà essere protagonista, che sia avvolgente, piccante, forte o delicato, aromatico o amaro, dovrà esserci e sentirsi ma dovrà sempre essere in equilibrio con il resto della birra.

altIn parellelo al concorso birraio anche una simpatica competizione fatta a suon di etichette, alcune artistiche, alcune semplicemente ironiche o folli ma tutte decisamente ben fatte. Tornando all'inizio comunque, la nostra sveglia è suonata impietosa alle 5 di mattina, con in obiettivo 300 chilometri scarsi, compresa una piccola sosta a Lodi per caricare un amico homebrewer (Fabio) e il desiderio di arrivare prima della fatica deadline delle 10, scadenza ufficiale per la consegna delle bottiglie partecipanti. Il viaggio fila liscio fino a Scandiano, dove dopo un po' di girovagare in area industriale riusciamo a trovare un Arrogant Pub perfettamente mimetizzato nell'ambiente e difficilmente riconoscibile per un foresto della zona.

Il nostro arrivo è in perfetto orario, 9 di mattina scarse con tanto di tempo sufficiente a far riposare le bottiglie dallo stress dell'auto (sono quasi più amorevole con le bottiglie che con Antonella a volte.. ) . Finite le procedure di iscrizione (che alla fine si dilatano fino a poco dopo le 11 di mattina mentre ripenso malinconico al letto), inizia il concorso vero e proprio con un dettaglio che ho ancora taciuto ma che ha costituito l'idea geniale della giornata. Infatti con una partecipazione massiccia (circa 56 birre partecipanti) e una folla abbondante di homebrewers/appassionati/accompagnatori interessati presenti, l'organizzazione ha previsto una fase eliminatoria per le birre con gli stessi homebrewers eletti a giudici delle birre partecipanti. Suddivisi in tavolate di circa 5/6 persone ci siamo trovati a giudicare 7/8 birre partecipanti con il compito di eleggere la migliore del lotto, che sommata a ogni vincitrice di tavolo si sarebbe presentata per la finalissima, questa volta sotto l'occhio attento di una giuria "professionale".

Per evitare combine o strani sospetti ogni birra ci è arrivata "anonima", con l'etichetta coperta almeno fino al dopo giudizio, e con il nostro compito di valutarla seguendo una scheda con indicatori classici come : aspetto - aroma - gusto - giudizio generale, con scala 1 a 10 e pesi differenti di ogni voce. Ci accomodiamo ai tavoli e ci trasformiamo in giudici, armati di schede, bicchieri e tentativi di analizzare i prodotti che man mano ci arrivano. L'ambiente che troviamo attorno a noi è dei migliori, personaggi calorosi e qualche vecchia conoscenza, compreso un homebrewer che ci riconosce come quei pazzi in tenda in pieno uragano estivo a Reggio Emilia... bei ricordi..

Fare il corso di degustazione ci aiuta molto, analizzare le birre altrui è un'esperienza gratificante e totalmente didattica. Il giudizio si dovrebbe formare di primo impatto ma le birre che ci arrivano sono vive, in evoluzione nei bicchieri e con loro le nostre impressioni. Si aprono dibattiti, si insegue l'aroma di un luppolo americano o si dibatte se la birra arrivata è ben costruita, se c'è qualche imperfezione o se invece c'è qualcosa di geniale. Assieme alle birre abbiamo anche un ricettario, consultabile dopo ogni degustazione, che ci permette di assaggiare prima la magia e poi scoprire il trucco del mago, cosa che vale da sola un paio di lezioni homebrewing avanzate.

altDegustare comunque è un "lavoro" facile e difficile assieme. L'essere stato dall'altra parta, come valutato, mi ha insegnato che bisogna cercare di essere obiettivi, di seguire il tema del concorso e di evitare assolutamente di ergersi a censore/tuttologo, in grado di sminuire il lavoro di una persona che infondo spende interi sabati e domeniche a rimestare in un pentolone. Quindi ho guardato con un po' di sospetto alcuni tavoli in cui ci si è fatti prendere dalla smania del critico (mi viene in mente quello del film Ratatouille, famoso per la perfidia dei suoi commenti), con giudizi a volte un po' fuori posto (ho letto in una scheda uno che più o meno diceva "riprova, sarai più fortunato"... se letto con lo spirito sbagliato è l'equivalente di una rissa). Nei voti mi sono trovato, senza accordo preventivo, abbastanza in sintonia con Antonella (magari lei meno entusiasta nelle birre generose in luppolo), cercando di dare l'insufficienza con moderazione e di usare la mannaia del "4" solo per rari casi critici.

Detto così però sembra che abbia assaggiato birracce, mentre invece, vuoi per mia predisposizione positiva quando assaggio un qualcosa fatto con passione, vuoi per fortuna legato al tavolo ho trovato almeno 2 ottime birre e altre 2/3 più che dignitose. Un paio fuori posto c'erano, ma anche in quel caso sono tornate utili per ripassare alcune nozioni da corso o per capire cosa può aver creato il problema (e magari evitare di farlo io).

Finito il nostro compito al tavolo ci siamo spostati per un pranzo abbondante (buono ma non esagerato), con il meraviglioso gnocco fritto accompagnato da salumi, la classica lasagna e un piatto di pici senesi. Abbondante il cibo ma abbondante anche l'offerta birraia, che oltre a una bella selezione di bottiglie ,spiate dal frigo, ha proposto spine di tutto rispetto :

  • D'uva beer - Loverbeer
  • Saint Lamvinus -  Cantillon
  • Trashy Blonde (cask) - Brew Dog
  • Punk Ipa - Brew Dog
  • Notte Celtica - Real Beer
  • Tipopils - Birrificio Italiano
  • Den Lil IPA - Grassroots
  • Lop Lop - Dada
  • Delirium Tremens - Huyghe
  • Saltafoss - Birrificio di Lambrate

altI doveri di autista bloccano un po' la mia sete, quindi inizio con una Ipa con segale di Grassroots (spero di aver riportato bene il nome), caratterizzata da una luppolatura molto gentile e ampia al naso e dal corpo snellissimo e pericolosamente beverina. Una di quelle birre che berresti a fusti, che non richiede quattro lauree per essere apprezzata ma chiede solo di essere bevuta con leggerezza. Nel mentre Antonella assaggia la Notte Celtica, foreign stout piuttosto densa, con un primo sorso molto intrigante di caffè e liquirizia. Io ne ho assaggiato qualche sorso con soddisfazione ma con l'impressione di avere davanti anche una birra che alla lunga potrebbe stancare, previsione che si è poi si è rivelata azzeccata. Seconda mia degustazione è stata la Saint Lamvinus di Cantillon, birra che ancora mancava tra le mie prede e che ho affrontato con le aspettative che solo un grandioso birrificio può darti. Il colore è già tutto un programma, una sorta di succo di lampone dai colori rosa granato. Spillata a pompa presenta una schiuma fine anche se destinata a durare poco (come è logico che sia per un lambic), con un naso fresco e invitante. In bocca molto vinosa e fresca, con un'acidità molto gentile e i sentori di uva ben presenti. Una birra adatta a chi magari non adora l'acido estremo ma è curioso dallo stile. Nel mentre del pranzo/assaggi alla spina arriva la notizia attesa della qualificazione della nostra birra per le finali, creando per il resto del pomeriggio un clima crescente di attesa in vista dei risultati finali.

Il terzo assaggio in teoria doveva essere la birra di Loverbeer, birrificio geniale per quanto mi riguarda, ma a quel punto le chiacchere con altri homebrewer e i bicchieri clandestini di prodotti casalinghi hanno preso il sopravvento. Dei tanti assaggi ricordo volentieri la Stout di Fabio (Tiago su areabirra.it), una birra dal piacevolissimo tostato al naso e dai sapori di caffè e un pizzico di cacao in bocca. Molto snella di corpo, decisamente una session beer di tutto rispetto che a Lurago (se l'avena non avesse dominato), avrebbe fatto un figurone secondo me. Questa fase della giornata probabilmente presenta meno fatti da raccontare ma più impressioni positive condensate. Conoscere persone malate della propria malattia è pericoloso e teraupetico insieme, con scambi di consigli, di locali visitati, di esperienze passate e promesse di rivedersi al più presto. Il tempo così è volato, spiando ogni tanto i guidici della finale isolati in una saletta dalle ampie vetrate, creando un buffo effetto zoo per la curiosità scalpitante dei finalisti, pronti a origliare ogni minima impressione sul risultato in arrivo.

altCuriosità da scimmia che ha preso anche me, con tanto di smaccata faccia di bronzo mentre mi sono messo a "rubare" qualche dato dal pc dei giudici e osservando l'inserimento delle prime schede. Questo scorcio di risultati mi ha un po' tagliato le gambe, vedendo a metà circa delle schede come la mia Charlie Brown fosse nella metà alta della classifica, tra il sesto e il settimo posto. Pochi minuti dopo di conseguenza, alla proclamazione dei primi sei mi sono presentato senza troppe aspettative. Dopo la chiamata del sesto, poi del quinto e infine del quarto ho masticato tra me e me qualche improperio, conscio del fatto che la rimonta non si era realizzata, adagiando la nostra birra oltre il sesto posto. Invece alla chiamata del terzo è arrivato l'inaspettato, con tanto di faccia da tonto mia mentre mi rendevo conto di aver piazzato la mia birra sul podio. La promessa fatta nel pomeriggio di una corsa intorno alla sala come Tardelli nel 82' in caso di podio è rimasta congelata dal mio stupore, evitando l'imbarazzo di Antonella per la mia cialtronaggine. Premiati i primi posti (compresi gli artisti dell'etichetta) e fatte le foto di rito è arrivato il classico libera tutti, concludendo la prima edizione dei HopBrewers Arroganti.

Come concludere invece questo papiro? Innanzitutto con un ringraziamento per chi ha permesso questa giornata e per chi ha pazientemente costruito ogni aspetto, ben curato e organizzato considerati i numeri massicci dei partecipanti. Per essere uno degli ultimi arrivati ho trovato un sacco di volti amichevoli, di persone veramente notevoli che mi hanno fatto sentire subito a casa. Il risultato ovviamente è stata la ciliegia sulla torta, in grado di mettermi di buon umore per le prossime cotte, ma devo dire in tutta sincerità che a prescindere da quello ora sarei comunque qua a tessere le lodi di areabirra e la sua comunità. Ora si aprirà un nuovo periodo per me, anche professionale, sono contento di aver trovato una casa accogliente per parlare di quello che a noi piace (homebrewing e birra artigianale), nell'impaziente attesa della prossima edizione, a cui ovviamente non mancheremo.

ps, le altre foto sono disponibili nell'album di flickr



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Commenti  

 
0 # Ospite 2011-02-07 19:53
Ecco. Adesso oltre che ringraziarvi per il passaggio, per non avermi abbandonato a pranzo, per la Cantillon (che ho vergognosamente tracannato) e per la Charlie Brown, mi tocca anche ringraziarvi per una generosa recensione della mia stout :lol:
Alla prossima!
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0 # Ospite 2011-02-08 09:35
Ciao,
complimenti per il 3 posto!!! Bello anche l'articolo.... mi spiace ancora di più non esser potuto venire!
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0 # Ospite 2011-02-11 15:32
Anche per me è stata una giornata molto, molto gradevole. E poi mi è piaciuta tanto la formula del concorso con la "giuria popolare". Davvero una bella idea coinvolgere tutti i presenti. Inoltre l'Arrogant Pub è stata una piacevole scoperta (è un po' fuori zona per me), grande selezione di birre alla spina...
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