L'articolo di oggi era previsto per la giornata di ieri in modo da cristallizzare subito le impressioni di una due giorni piuttosto intensa. Mi trovo a scrivere oggi proprio per l'intensità e la fatica accumulata lungo le strade (a volte impervie), per il dormire scomodo, il traffico, il girovagare vario che mi hanno impedito di mettermi davanti alla tastiera in una condizione fisica decente. Ora stacco dal fattore fatica (che riprenderò nei commenti) e passo al report vero e proprio..
Per arrivare a Buonconvento, sede della quinta edizione del Villaggio della Birra, decidiamo di partire il sabato di buon mattino e fare qualche sosta intermedia per spezzare un po' un viaggio in sè non breve. Facciamo la prima tappa a Modena per raccogliere il nostro fotografo Paolo e ci dirigiamo verso Greve in Chianti, sede della birroteca per un pranzo pre-Villaggio.
Dopo un pranzo piacevole anche se non proprio riposante in un bel locale (che racconteremo nei prossimi giorni), ci dirigiamo verso il festival. L'ultimo tratto è da brividi, con strade irte buone più per le capre che per la mia povera auto, con tratti in sterrato e larghi a mala pena per un mezzo
. Si capirà quasi subito di aver preso per sbaglio la strada sconsigliata da Piso alla birroteca, strada da Montefioralle verso l'ignoto (Mercatale?), che comunque ci porterà al Villaggio facendoci sentire un po' dei sopravvissuti.
Il Villaggio della Birra nasce dall'iniziativa del Tnt Pub e della sua mente Gianni, come festival dedicato alle birre belghe e con ospiti italiani come corrispettivo in una sorta di sfida internazionale. La particolarità piacevole di questo festival nasce dalla presenza fisica dei birrai e dalla possibilità di scambiare due chiacchere in totale relax dato l'ambiente piuttosto svaccato e friendly dando spazio alle personalità come Jef Van Den Steen (un nome tra i tanti.. ).
L'offerta del Villaggio prevedeva birre belghe di birrifici anche non banali e a me sconosciuti come Glazen Toren Brouwerij, Hof ten Dormaal o Schelde Brouwerij accanto a nomi più noti come De Ranke o Boelens.
Di assaggio in assaggio sono stato intorno ai tre stili più rappresentati nel festival : Saison, Tripel e Oud-Bruin. Nel lato Saison mi sono passate davanti quella D'Erpe (ottima, forse la migliore nello stile), quella dell'Extraomnes di schigi (piacevole), la Dui e Mes di Pausa Café (molto rinfrescante e speziata ma inferiore alla prime due) e due piacevoli conferme nella Dry Hopping di Dupont e nella Saison di De Ranke (bella luppolosa).
I bicchieri di Tripel (spesso rubacchiati a Paolo o Antonella) mi hanno lasciato un po' meno soddisfatto, ma immagino dipenda dalla mia scarsa affinità allo stile. Comunque di bevibile ho trovato Tripel Klok di Boelens e la La d’jean Triple. In fine serata, creando sconcerto nei miei accompagnatori non amanti dello dello stile, mi sono buttato nel deserto angolo delle acide passandomi in serie la Girandin Lambic (buona), la Cnudde (scarsina) e una fantastica Rodenbach Gran Cru. La mattina successiva colazione da Toccalmatto con una Bitter ancora innominata (o nominata troppe volte se si preferisce), bevibilissima con una luppolatura insolita di Citra, luppolo giapponese in grado di dare sapori fruttati abbastanza insoliti per una bitter ma sicuramente gradevoli (assomigliava molto al delicato asprigno di acini di uva bianca). Ultimo assaggio prima di ripartire una Zona Cesarini, in ottima forma.
Di "contorno" al festival c'erano i laboratori di degustazione guidata da Kuaska, un'offerta di cibo su cui dopo avrò da ridire, e uno spazio homebrewing che merita qualche parola extra. Il concorso homebrewing ci ha visto concludere con un dignitoso 14° posto una Mucho Mojo (in cui noi già non credevamo molto, ne ho parlato giusto settimana scorsa) in un concorso con birre ottimamente valutate. Peccato essersi persi l'incontro per homebrewing e la cotta pubblica di cui abbiamo visto giusto l'inizio per poi dover scappare in vista di altri 500 km di rientro.
Chiudo con qualche considerazione. Gran bella manifestazione il Villaggio della Birra, immagino quanto sia difficile organizzare un evento di questa portata apprezzabile soprattutto per l'ambiente, le birre, l'offerta veramente varia. Tutto il contesto è stato piacevole, dal luogo scelto alla presenza della musica dal vivo, alla possibilità di incontrare vecchi e nuovi amici di degustazioni o di homebrewing.
Aspetti che invece mi hanno un po' deluso sono nella cura del cibo, non eccelso e caro come un ristorante in pieno centro di Siena (ci ho mangiato un primo di qualità mondiale a 7 euro a Siena, la pasta simil mensa del Villaggio viaggiava a 6 euro). Immagino quanto sia difficile curare il tutto, forse il pagare in gettoni non ha aiutato nel gioco dei multipli ad avere prezzi potabili al nostro palato. Scomoda è stata anche la sistemazione per noi poveri campeggiatori, impegnati nella lotta (spiacevole) contro il fondo sassoso semi-abbandonato e nella visita (anche piacevole volendo) di un bel gattone certosino nel cuore della notte. Sono piccoli dettagli, ma dubito che in futuro campeggerò ancora.
Detto questo, mi faccio anche un po' di mea culpa per come ho organizzato questo viaggio. Troppo sbrigativo, troppi chilometri, troppo sbattimento. Il Villaggio della birra è sicuramente un evento notevole ma da solo per quanto mi riguarda non merita tutta questa fatica (fisica ma anche economica). Dovrò studiare meglio la cosa, magari accompagnando il villaggio della birra a una visita più prolungata di una Toscana che mi è apparsa veramente bella e affascinante.
Questo è stato il nostro Villaggio, ringraziamo gli amici e gli organizzatori che comunque mettono in piedi uno spettacolo mica male, a cui speriamo di presentarci più preparati il prossimo anno..
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