altL'assenza su questo blog questa volta è stata lunga, epocale. Nell'ultima comunicazione parlavo di un Italia Beer Festival in modo frettoloso e all'ultimo istante, ora riapro parlando del prossimo festival, in modo più tranquillo e ragionato. Nei prossimi giorni comunque ritornerò anche su Genova, perchè qualche parola ci vorrebbe, ma ora preferisco guardare avanti per un evento che personalmente mi tocca molto, sia come appassionato ma oramai anche nel campo lavorativo.

L'Italia Beer Festival ritorna a Torino, dal 18 al 20 novembre in una nuova location (il Palaolimpico) dopo la buonissima edizione dello scorso anno. La formula in linea di massima è costante, ticket di ingresso giornaliero (sono possibili anche abbonamenti per più giorni) con bicchiere e porta bicchiere e poi gettoni da 1 euro per l'assaggio da 0,1cl, 2 gettoni per l'assaggio più generoso da 0,25cl . La manifestazione come al solito prevede una serie di laboratori gratuiti, tra cui uno "sospetto" il venerdi sera sull'home brewing (suppongo dovrò bissare Genova, la notizia mi arriverà a breve.. ). Concluso il solito dove, quando, cosa, manca da aggiungere il "chi" che quest'anno presenta una lista di produttori molto gustosa : Bad Attitude, Bauscia, Bi-Du, Brew Fist, Croce di Malto, Jeb , Grado Plato, L’Orso Verde , Lungo Sorso, San Paolo, Kamun, Birra del Borgo, Amiata, L’inconsueto, Lambrate.

Rispetto alla scorsa edizione il baricentro è meno piemontese (impressione), però salgono i nomi di caratura e peso come Birrificio del Borgo o Lambrate. Come dicevo lo scorso anno è stato un battesimo molto positivo sia come partecipazione sia come qualità birraia, quindi normale che anche altri big provino interesse. 

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Ora chiudo un po' la cronaca e passo al lato personale, che in questo Torino per forza di cose salta fuori. Lo scorso anno ci andammo da homebrewers, appassionati finchè si vuole ma appunto hobbisti. In quel Torino conobbi in pratica Lorenzo del Bad Attitude dove poi ebbi l'occasione di imparare tanto. In quel Torino conobbi anche Paolo per cui ora faccio birra e da cui c'è comunque molto da imparare. Insomma in quel Torino posso dire di aver inconsapevolmente lasciato qualche seme che in seguito ha germinato in modo meravigliosamente inatteso e che ora mi permettono di fare un qualcosa in grado di rendermi felice. Non è poca cosa e quindi in parte sono debitore di Torino.

Torino però dopo il giro a vuoto genovese (spiegherò meglio in seguito)  è anche una sorta di battesimo del fuoco per le "mie birre". Subentrare in un birrificio già rodato, in cui un precedente birraio ha lasciato la sua mano può portare al rischio di strafare. Me ne sono accorto dopo qualche cotta, mentre scarabocchiavo le ricette e pensavo a come migliorarle. La tentazione di dire "questa è opera mia", "l'ho modificata così e così" è grande e ogni volta devo mettermi un freno per non farmi prendere troppo la mano. Così arrivo in questo festival con gran parte delle birre figlie di un gran lavoro del passato a cui ho dato la mia mano, in modo percettibile ma spero senza stravolgere (o peggio, peggiorare) nulla. E' un battesimo del fuoco oltretutto perchè si è pessimi giudici di se stessi e la gente è il miglior giudice possibile. Non servono patentini a mio avviso, è sufficiente il proprio buon gusto. Sicuramente porterò la Toba (una dubbel), l'Amelie Blanche (l'ultima nata in birrificio e mia creazione), la famosa la 30 (apa), la Onice(Stout) e molto probabilmente la Frea (Ipa). Altri arrivi sono possibili, gli assaggi dell'ultimo giorno aiuteranno nelle scelte.

Così ora scrivo pensando a come saranno queste giornate, agli amici che troverò, agli spietati giudici di ratebeer che passeranno (ne parlerò meglio in seguito), a come potrà essere il prossimo Torino nel 2012. Quest'anno è stato molto intenso, molto produttivo, molto sorprendente per quanto mi riguarda. E' un bel treno in corsa, non c'è che dire. Io come al solito proverò a metterci qualcosa di mio, cercherò di imparare anche da queste giornate e spero di rivedere molti amici per capire se quello che faccio può piacere o meno. Riassumendo quindi tutti a Torino per queste tre giornate, a prescindere dalle mie motivazioni e birre ci saranno tanti altri birrifici che sanno decisamente ben lavorare, l'ambiente vale e poche cose possono superare una buona birra bevuta in compagnia.

 

 



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Commenti  

 
0 # de:La 2011-10-28 12:14
è la volta che ci conosciamo Davide! vedrai che dal vivo non sono così antipatico (credo)
:)
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