Ieri cotta di Frea, riordino del birrificio, preparazione borsa viaggio ecc.. ecc.. Morale della favola a nanna per le due di notte. Oggi sveglia alle 6, tra poco si parte, ci ritroviamo tutti (si spera) a Genova.

L'occasione oramai suppongo la conosciate tutti, il classico IBF, stavolta in esordio nel capoluogo ligure. Week-end di esordi comunque. Io arrivo al mio terzo IBF dietro le spine, stavolta però con una differenza non sottile. Alla domanda "sei tu il birraio?" potrò annuire, timidamente, ma senza dire una balla. E' un po' come un ballo delle debuttanti. Tranne per il fatto che non so ballare, ho la barba, sono un filo più rozzo di una ragazza di buona famiglia e tendo a bere smisuratamente di più. Sarà un week-end divertente comunque, o almeno lo si spera. Noi si andrà con il solito entusiasmo e un filo più di umiltà. Del mestiere sono ancora garzone, è un bene non dimenticarlo.

Comunque sia ora scappo a sistemare le ultime cose e si parte. Date, luogo, orari e quant'altro al solito sito ufficiale dell'evento. 

 

Ps, dimenticavo, sabato pomeriggio conduco un laboratorio sull'homebrewing, piccolo tarlo che mi ha inguaiato fino a questo punto. Tanto per rimanere nel tema dei debutti.. 



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Commenti  

 
0 # paolopolli 2011-11-05 12:19
Vorrei scrivere due parole sull’IBF di Genova . Dopo tante opinioni e critiche lette sui vari blog, vorrei rispodere ad alcune cose scritte.

La prima critica ricevuta è dovuta al prezzo del biglietto d’entrata che era di € 7 e che comprendeva le solite cose di tutti gli altri IBF: bicchiere serigrafato e portabicchiere da collo con stampa del logo del festival.

Direi che questa critica non ha molto senso anche perchè nelle altre città il prezzo del biglietto era lo stesso o adirittura più caro.

Gli ingressi al festival sono stati 553 ma la cosa che ci ha colpito molto è stato l’atteggiamento delle altre persone non entrate (521): arrivate alla cassa chidevano se ci fosse un ingresso da pagare e quando gli si rispondeva di si, se ne andavano via.Vi faccio un esempio: a Milano in 7 anni è successo con una sola persona.

Altra critica: la comunicazione.

La comunicazione è stata fatta come in tutte le altre città e quindi anche questa critica non ha senso.

Poi ci è stato chiesto perchè non abbiamo fatto entrare la gente gratis.

Risposta semplice e banale: chi paga la location e tutto il resto visto che non tratteniamo niente sul venduto dai birrifici?

La mia conclusione è questa: troppi genovesi hanno le braccine corte. I birrifici liguri non sono venuti facendo del male alla manifestazione ma principalmente a loro, così facendo non hanno capito che un festival con tanto pubblico si sarebbe potuto ripetere e avrebbe portato più gente verso loro stessi. Ma quello che mi ha dato più fastidio è stata l’imbecillità di un birraio che è venuto alla domenica al festival a prendere per il culo i suoi colleghi ( Brewfist e croce di malto) facendo dell’ironia idiota con domande tipo: “ah, ma allora sta andando bene?”, piuttosto che “passo più tardi che arriverà tanta gente”, ben sapendo che la fiera stava andando molto male.
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