Non si smette mai di imparare. Da questa banalissima affermazione, parte il mio racconto di un giorno "dietro le quinte", in cui ho potuto osservare molto e incamerare abbastanza da trarre qualche spunto di riflessione.
Il tutto nasce sabato quando sono stato spettatore/collaboratore/partecipante al concorso Xmas, presso il Birrificio Italiano di Lurago Marinone. Mentre la giornata successiva è stata consacrata alla festa, al convegno sul tema stout e agli assaggi dei prodotti in tema di origine professionale, durante il sabato si è svolto il giudizio per il concorso homebrewer. In quella giornata quindi si è "lavorato" a porte chiuse, con il locale aperto solo ai giudici impegnati nella valutazione delle birre e ai "garzoni" volontari per facilitarne lo svolgimento, ed essendo stato uno di questi, ora mi ritrovo a fare una sintesi di questa esperienza
Visto che intendo parlare di cosa ho imparato in questa esperienza più che della cronaca in sè, partiamo dalla lezione 1...
Lezione nr.1
Vedere il dietro le quinte è molto istruttivo. Osservare gli scantinati, le celle, i piccoli movimenti di chi lavora per far funzionare bene un locale. Tutte cose che quando stai dall'altra parte del bancone ad attendere la tua pinta non noti e che invece sono importantissime. Servire le birre, portare i vassoi ricolmi e sgomberare i tavoli. Ho imparato cose che non immaginavo (tipo di avere un discreto equilibrio, e chi mi conosce sa che scoperta monumentale sia), sia che queste cose mi piacciono. Farlo per mestiere un giorno, l'oste intendo, non sarebbe affatto male.
Lezione nr. 2
Lezione utile agli homebrewers. Quelli che sudano a creare la ricetta, passano 8/10 ore operose nel crearla e una quindicina di giorni in attesa (timorosa nel caso di infezioni) di imbottigliarla. Poi arrivano all'imbottigliamento, calcolano sommariamente lo zucchero di rifermentazione e buttano nel fermentatore. Scrollata veloce e via a imbottigliare. Ecco, parlo a questo genere di homebrewers (tra cui facevamo parte anche noi). Bene... Attenti!!! La rifermentazione gioca un ruolo fondamentale, le nostre birre sono uscite massacrate dal concorso proprio per questo. Quindi, piuttosto che imparare la lezione sbagliando prima, occhio a questi due piccoli consigli :
- Calcolate i gr/l desiderati, sciogliete lo zucchero in acqua bollente e una volta raffreddato aggiungete al mosto fermentato. Così facendo sarete sicuri che lo zucchero si sarà pienamente sciolto e potrete distribuirlo senza mescolare troppo il mosto con il rischio di ossidare il tutto.
- Le bottiglie una volta imbottigliate sono vive. Il lievito è vivo, quindi se prima lavorava a una temperatura per poter garantire che rifermenti correttamente, lasciatelo lavorare a quella temperatura (o qualche grado in più) per qualche settimana.
Noi ovviamente nelle cotte delle dry stout abbiamo trascurato entrambe le cose, e i risultati si sono visti...
Lezione nr. 3
Mai mordersi la lingua. Mai. Ora mi rodo dal nervoso ripensando al giudice che lamentandosi della cattiva qualità delle birre (quindi probabilmente anche delle nostre), parlava liberamente e senza alcun rispetto del darsi all'attività di metalmeccanici piuttosto che birrai per molti homebrewers partecipanti. Poteva scherzare, forse, ma a me ha dato un fastidio immenso. E' stato anche ripreso dagli altri, più seri, giudici, ma comunque ho sbagliato a stare zitto. Fare birra è una passione prima di tutto, un qualcosa che definire hobby a volte è limitativo e il rispetto è fondamentale. Oltrettutto quella giornata si pagava per essere giudicati, a me capita spesso di pagare "professionisti" per poi lavandinare il loro costoso prodotto....
Lezione nr. 4
Mai prendere in senso stretto le direttive di un concorso. Sarà perchè si parte già dall'idea di prodotti fatti in casa e quindi spesso imprecisi, sarà perchè si giudica più con le papille gustative che con le tabelle, comunque sia, seguire si e no le indicazioni di stile. Ci siamo arrovellati come beoti per settimane sul "senso" della dry-stout, sulla sua secchezza, su cosa dovrebbe avere e non avere e poi assaggiando le 7 finaliste ho capito molte cose. 3 su 7 con OG fuori stile, una addirittura con 1060, gusti dolciosi, di prugna, marsalati e ossidati. Un'ottima birra, ma oggettivamente non quello che intendevo io come dry-stout. Questa cosa ci ha "fregato" già a Bologna, forse sono io a essere eccessivamente rigido quando ricevo direttive e a mancare di sufficiente flessibilità. Possibilissimo. Però anche questa è una lezione, figlia dell'esperienza, da ricordare in futuro.
Lezione nr. 5
Il giudizio su una birra non può che nascere dal soggettivo. Ho sentito piacevolmente come le discussioni, i punti di vista, le idee possano svilupparsi in base al naso di ogni singolo assaggiatore. Insomma, diffidare dal guru, imparare un po' da tutti ma in ultima istanza sarà sempre il nostro gusto a dirci cosa ci piace e cosa no.
Lezione nr. 6
Come evolvono le birre!! Il round finale di sette birre ha permesso a noi dello "staff" di rilassarci un attimo e mentre i giudici discutevano sulla classifica, abbiamo messo su al volo una sorta di giuria ombra, assaggiando anche noi le superstiti della prima scrematura. Oltre a trovare approcci molto diversi allo stile (leggere punto 4), ho visto come una birra si evolve nel giro dei minuti. Ad esempio la birra poi uscita vincitrice, appena stappata e versata mi dava sensazioni sgradevoli al naso. Tempo 1 minuto e gli aromi sgradevoli si sono affievoliti, lasciando spazio all'anima buona del prodotto. Stesso discorso per una birra che in pochi minuti ha preso un sapore ossidato fortissimo, coprendo completamente quello che prima offriva. Per un profano, sarebbe stata magia, e un po' ne ho vista anch'io.
Lezione nr. 7
Basta ansia da concorsi. Questa è stata una lezione un po' faticosa da digerire, ma tra le più importanti della giornata. Mentre si capiva (è bastata vederla versata) che la nostra bottiglia era fallata e sicuramente bocciata, mi sono anche reso conto dell'eccessiva smania competitiva che ci aveva preso negli ultimi tempi. Esempio banale : io non impazzisco per le dry stout eppure negli ultimi 3 mesi ne abbiamo brassati 45 litri. Qualche giorno fa navigavo su hobbybirra alla ricerca del prossimo concorso e di conseguenza allo stile di birra da fare. Probabilmente andare così bene al nostro primo tentativo di Suisio ha contribuito a innescare questa "malattia", ora forse è meglio cercare le origini della nostra passione. Perchè faccio birra? Perchè mi piace farlo, mi piace sperimentare, mi piace berla. Rileggendo questo, penso che saremo noi in futuro a decidere cosa ci piace fare, e se poi combacia con qualche concorso tanto meglio (un parere esperto fa sicuramente bene), altrimenti pazienza.
Lezione nr. 8
Ottava e ultima "lezione" odierna. Se cadi da cavallo, rimonta subito in sella. Mentre scrivo ora si progetta la prossima cotta di giovedi...
Concludo sperando che questo pezzo non vi sia caduto troppo a noia, a volte mi piace usare il blog come lavagna di riflessioni ma non è detto che questo risulti digeribile a chi ci legge, quindi se siete arrivati fino a qua, grazie per la lettura. Ringrazio anche lo staff del Birrificio Italiano, che mi ha fatto passare (nonostante tutto), una piacevole giornata in compagnia. Ringrazio quindi (in ordine alfabetico), Alessandro, Gaia, Luca e tutta l'allegra banda di birrai del Birrificio Rurale. Alla prossima..
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Commenti
Veniamo al dunque: credo quando si fanno cotte da 20 litri, le variabili "errore" siano molto influenti, quindi la stessa ricetta fatta decine di volte da dieci risultati diversi. Molto spesso capita che ad un concorso si arrivi molto avanti e magari a quello successivo in ultima posizione.
Riguardo invece i commenti ingenerosi... non ci starei a far tanto caso, sono battute triviali che si fanno ma non credo ci sia nessuna cattiveria!
Un saluto,
Luca
L'homebrewing è una passione e credo sia importante viverla come tale, per il piacere di fare birra e condividerla in compagnia.
I concorsi sono, dal mio punto di vista, occasioni importanti per condividere con altri appassionati sensazioni, idee, pareri sulle birre che si degustano insieme. Poi il giudizio finale ti aiuta a capire meglio come viene valutato il tuo lavoro da persone direi con maggiore esperienza degustativa...
In effetti non esiste oggi una figura specifica del giudice per degustazioni di birra quindi per quanto importanti non tutti i giudizi sono come dire tecnicamente ineccepibili...
Se posso darti un consiglio, e che hai in parte già detto in questo post, meglio concentrarsi su qualche stile che ti piace e lavorare su questi piuttosto che rincorrere gli stili proposti nei vari concorsi.
Vedrai che ripetendo diverse volte la stessa ricetta magari con qualche piccola variante di volta in volta ti aiuta a capire molte cose e questo penso sia molto importante per la crescita di un homebrewer.
Ciao
Paolo
Se uno si chiude il sabato pomeriggio in un birrificio vuoto a bere birre fatte in casa ...un po' di passione deve averla.
Io sono andato la domenica ad assaggiarmele al concorso popolare e ho trovato una qualità discreta.
A proposito...avrei fatto vincere la 27.
Qualcuno ne sa qualcosa?
L'ho assaggiata anch'io, veramente buona. Appena aperta (tempo 30 secondi), aveva una "puzzetta" non piacevole che però è scomparsa subito lasciando spazio a una buona birra.
Buona anche la seconda arrivata, la 5 mi pare.
Sul discorso del giudice probabilmente hai ragione, ma a caldo, preso già nella mia delusione dopo aver visto come si presentava la nostra birra, sono rimasto piuttosto scocciato dalla bassa ironia.
Forse a farlo presente ci si chiariva tranquillamente, quindi riconfermo che ho sbagliato a lasciar correre e a ostiare tra me e me in quei frangenti..
Ho sempre pensato che fosse uno spreco convocare tutti quei giudici...mi danno le bottiglie e io gli do la classifica.
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