Cinque settimane possono sembrare un lasso di tempo ragionevolmente corto o incredibilmente lungo. Sono corte se si pensa a un progetto, a un lavoro, a una casa. Sono lunghissime se si attende con curiosità una conferma, un "regalo".
Così mi sono ritrovato come un bambino che attende il natale, a fare il conto alla rovescia dei giorni restanti fino al giorno dell'apertura dei regali. Se avete sbirciato il titolo del post, avrete capito di cosa sto parlando...... dell'assaggio della Sottosopra ovviamente!
La nostra prima birrata, la Zapata Apa aveva più interesse sul metodo che sul risultato. Bisognava imparare da zero tutto e l'errore poteva starci largamente (come infatti poi sono arrivati, dall'acqua al dosaggio di amaro.. ). Passando al secondo giro, c'era l'obbligo di migliorarsi dato anche il risultato discreto della prima zapata.
Questo miglioramento a mio avviso c'è stato, con un risultato che nonostante sia leggermente diverso dalle attese, fa ben sperare.
Aprendo la nostra Sottosopra si evidenzia abbastanza in fretta il suo difetto madre, l'eccessiva carbonazione. La schiuma è potente, da domare come un cavallo imbizzarrito e da versare con molta calma e maestria. Una volta versata la sottosopra mostra subito la sua personalità un po' anomala nel suo aroma. Il lievito S-33 (sperimento voluto si e no) ha un carattere molto belga, aromatico e dona alla birra un aroma molto particolare. In bocca si sente la carbonazione che pizzica la lingua e i sapori di tostato e cacao. Sapori gradevoli e non marcati con un gusto abbastanza rotondo ma leggero e beverino. In chiusura si ripresenta il lieve pepato del lievito e una luppolatura molto discreta in grado di ripulire abbastanza il palato e invogliare al secondo sorso. Una birra strana quindi, un po' belga al naso, un po' rotonda al palato e un po' dry stout per il suo desiderio di farsi ribere. Un ibrido che ci dà molte idee per il futuro e qualche indicazione (sullo zucchero per la rifermentazione in bottiglia ad esempio).
Ora ci sono un po' di strade diverse da intraprendere grazie a questa base, come ad esempio aumentare la quantità di avena (o magari utilizzare il malto d'avena) e malti come il chocolat per ottenere prodotti orientati a una maggiore corposità e una schiuma più compatta o al contrario cambiare lievito verso un S-04 e ottenere prodotti più beverini. Insomma, c'è molto da lavorare, ma guardando gli sguardi dei nostri primi assaggiatori, c'è una discreta base su cui lavorare.




Commenti
Una volta avevo fatto una imperial stout con il T-58. Ho deciso che è meglio tenere separati i due paesi, con birre e lieviti così fortemente caratterizzate eheh :)
Per i lieviti, diciamo che il risultato è curioso, ma il prossimo giro faremo qualcosa di tradizionale, almeno a livello di lievito..
Ho fatto 4 gr/l nella pseudo weisse e mi sembravano pochi. Boh...
Per mia recente esperienza per centrare la carbonazione è fondamentale valutare molto bene la FG raggiunta. Con la stessa ricetta in AG 5 gr/lt a FG 1019 hanno generato una fontana a FG 1010 sono la giusta dose per una bella schiuma e una giusta frizzantezza. Ancora bravi e alla prossima
Ciao
Paolo
RSS feed dei commenti di questo post.