Con un po' di ritardo, ecco il racconto della nostra seconda cotta. Questa volta si gioca tanto con i malti per ottenere una nerissima Oatmeal stout e si cerca di trarre insegnamento dagli errori passati. Riprendiamo la ricetta per la nostra cotta dal libro di Bottero e Billia, e la modifichiamo a piacimento avvalendoci questa volta del software Hobbybrew. Per non iniziare a fare confusione, meglio procedere per fasi e non lasciarsi andare a racconti schizzofrenici.

Fase 1: Composizione della ricetta

Come anticipato, traiamo spunto dalla ricetta riportata in appendice nel libro Birra fatta in casa, libro un po' datato ma sempre valido. Nella nostra prima cotta, ci eravamo affidati ciecamente ad una ricetta già pronta; ora facciamo un passo successivo e, dopo aver perso pazienza con il famoso ProMash, ci affidiamo all'italiano e intuitivo Hobbybrew di cui diversi homebrewer ci hanno ben parlato. La comodità sta soprattutto nel calcolo automatico di alcuni parametri, come l'OG, IBU e gradi plato, e anche nella possibilità di intuire fin da subito come potrebbe essere la birra risultante. Noi dovremmo ottenere 18 litri di birra, OG 1,056 e IBU 30, sempre lasciando come valore di anto al mulinoefficienza lo standard 75%.

Fase 2: Macinatura

Utilizziamo il nostro mulino a dischi, che ci permette di macinare con agilità poco più di 4kg di malto in 20 minuti. Come malti utilizzeremo: Pale Ale, Maris Otter e Crystal avanzato dalla precedente cotta, Black e Chocolate; più ovviamente una piccola dose di avena in fiocchi biologica, dato lo stile che abbiamo scelto di sperimentare. A differenza della volta precedente, maciniamo ogni malto separatamente. Il Maris Otter si è un po' seccato, quindi tende a spezzarsi maggiormente, la prossima volta proveremo ad inumidire leggermente i chicchi prima della macinatura, come consigliato. Per quanto riguarda l'avena, il suo essere in fiocchi rende inutile la macinatura. Inizialmente abbiamo provato a "frullarne" un po', ma ci siamo fermati subito, diventava immediatamente farina ed è sufficiente spezzarla un po' direttamente con le mani. Compagne di macinatura sono la gatta cicciona (Sbiru) e la cagnolina Belva (anche lei cicciona), convinte di trovare cibo interessante, non ci hanno permesso di distrarci un attimo e saranno ospiti fisse fino alla fine.

Fase 3: Ammostamento

Portiamo l'acqua (anche questa volta in bottiglia) a circa 65°c e buttiamo la macinatura, mantenendo poi a questa temperatura per 45 minuti, passati i quali portiamo gradualmente il tutto a 73°c per una trentina di minuti, per poi chiudere con i classici 15 minuti a 78°c. Usiamo sempre la nostra pentola con bazooka, che si è ben conservata dopo l'ultima cotta durante la quale eravamo preoccupati per via delle varie guarnizioni.

Fase 4: Filtraggio (mash-in e sparging)

La procedura è la stessa seguita la volta prima. Unica differenza è il tempo impiegato, che lievita notevolmente nella prima parte, per poi riassestarsi su tempi normali dopo gatta ciccionala fase di sparging. Nonostante il lento filtraggio, notiamo la presenza di alcuni pochi residui di avena nel mosto ottenuto.

Fase 5: Bollitura e luppolatura

Portiamo ad ebolizione il mosto e mettiamo la prima dose di luppolo. Si è scelto il Goldings (East Kent) in pellets, sempre una birra monoluppolo per questioni di comodità e considerando che il luppolo Columbus, che ci è avanzato dalla precedente birrificazione, non sembra adatto a questa stout. Seguono altre due dosi di luppolo a 30 minuti dalla fine e poco prima di spegnere il fuoco.

Fase 6: Raffreddamento

Arriva il momento di mettersi nuovamente alla prova con la temibile serpentina. I problemi sono sostanzialmente due. Il primo dipende dalla pentola, non avendo infatti voluto fare un'altra spesa, abbiamo deciso di utilizzarne una in cui si è sempre fatta la passata di pomodoro della famiglia; con ciò le dimensioni forse non appropriate, anche se chi ha pensato a quella serpentina non prevedeva cotte superiori ai 30 litri. Il secondo problema riguarda la serpentina in sè, nella quale non è previsto alcun attacco decente a cui fissare in modo sicuro i tubi di ingresso ed uscita dell'acqua, questa sarà una delle prossime modifiche da fare, infatti anche questa volta, nonostante si fosse fissato tutto con fil di ferro, il tubo si è sfilato nuovamente (però questa volta niente acqua brutta nella cotta...).

Fase 7: Inoculazione del lievito

Quando il mosto raggiunge i 23°c, inoculiamo il lievito in polvere S-33, preventivamente reidratato.

 

Essendo stata brassata all'alba dei festeggiamenti per il 25 aprile, abbiamo deciso di chiamare questa birra Sottosopra Oatmeal Stout. Ognuno può variamente interpretare la scelta del nome. Per il resto, il processo è stato abbastanza lineare, senza grossi errori e problemi organizzativi. Questa volta abbiamo anche misurato l'OG, ma dobbiamo ancora lavorare sulle questioni di PH... Intanto tra un paio di settimane si assaggia la nostra prima Zapata APA!

Per finire, stiamo lavorando al montaggio di un piccolo filmato sulla giornata, in pieno voyerismo... Prestate quindi attenzione, anche per varie ed eventuali, alla nascita del nostro canale YouTube (questione di giorni...). Immaginiamo che il vostro interesse si focalizzerà soprattutto sulla gatta cicciona Linguaccia

 

Commenti  

 
0 # Ospite 2010-04-30 14:52
Io eleggerei la gatta cicciona a mascotte del sito :D La mia di solito girovaga per impianto e bottiglie ma duante la cotta sta lontana... non le piace tutto quel vapore credo :P
Interessante l'uso dell' S33 per una stout... sarebbe bello fare un confronto magari con l'S04.
Buon assaggio ;-)
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0 # Ospite 2010-04-30 15:12
Anche io ho un fedele compagno di cotta, Nemo il mio cagnolotto. Ma vista la sua veneranda età passa tutto il tempo a dormire e al massimo osserva con un occhietto mezzo aperto.

Per quanto riguarda la serpentina io ho fatto un buon montaggio almeno dalla parte di dove arriva l'acqua visto che il tubo era bello largo

non so se in questa foto si vede bene
http://lh4.ggpht.com/_x7-GMvEVrEo/S7R3dQcGCOI/AAAAAAAABbQ/4H5mGos-VQU/s1024/DSCF3155.JPG
ma è anche molto comodo l'attacco e lo stacco visto che è quello classico per i tubi da giardino
dall'altra parte invece ho preso un tubo più piccolo fissato con una fascetta a vite e sembra che regga bene

Anche io sto pensando di fare una oatmeal stout, ho preso proprio gli ingredienti la settimana scorsa. Curiosità voi che percentuali di fiocchi d'avena avete usato rispetto al totale?
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0 # Ospite 2010-04-30 15:34
@Emanu
Abbiamo usato circa il 6% di fiocchi di avena sul totale dei grani. Questo ha fatto aumentare di un bel po' i tempi di filtraggio, ma tutto è filato liscio senza blocchi.

Grazie per aver postato la foto della tua serpentina. Sicuramente cercheremo di fare qualcosa di simile al tuo attacco con tubo da giardino, oltretutto non abbiamo ancora provato ad usare la fascetta a vite, che avrà di certo maggiore presa di un banale fil di ferro.
Il nostro problema sta poi anche nel fatto che la pentola che utilizziamo per la bollitura è da 50 e passa litri, quindi non riusciamo a tener fuori dei bordi della pentola gli attacchi della serpentina e da qui il maggior rischio...
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0 # Ospite 2010-04-30 15:38
si avevo letto della pentola da 50 litri che in se non comporta gravi problemi se non la scomodità che è abbastanza grande.

Io volevo usare una percentuale più altra di fiocchi ma ora mi spaventa l'idea del filtraggio. Per ora il mio bazooka non ha mai dato problemi e anzi devo sempre ridurre il flusso al minimo. Speriamo che non incontro problemi alla prossima cotta

la BAT Darkness è in arrivo :D
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0 # Ospite 2010-04-30 15:43
@ Luca

La scelta del S-33 diciamo che è stata ponderata fino a un certo punto. La ricetta originale prevedeva un lievito liquido, però ho preferito restare ancora nel campo del secco. L'S-33 da un particolare tono aromatico, volevo verificare come potesse stare su una stout. Diciamo che è una scelta un po' azzardata e sperimentale.

@ Emanu

I problemi di filtraggio per noi sono stati più legati al tempo che a veri e propri blocchi. Avrei potuto aprire di più il rubinetto ed affrettare i tempi, ma controllando il flusso notavo che tendeva a essere troppo "sporco" e torbido a una velocità più elevata. Preferendo quindi la qualità alla praticità dei tempi, ho optato per un filtraggio tranquillissimo nei tempi. Probabilmente dipende anche da come si spezzano i fiocchi, questione su cui ci studierò meglio alla prossima cotta..
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