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alt Nome birra: 

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Chocolate Stout

Rogue Ales

Stati Uniti

Sweet Stout

6,3 %

Bottiglia  (scadenza e lotto sconosciuti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

altRogue per me vuol dire tante cose. E' stato tra i primi birrifici americani che ho conosciuto, è stata probabilmente la prima IPA assaggiata e tra le prime imperial stout. I tempi erano diversi e pur bevendo artigianale da tempo ero piacevolmente ancorato al Belgio e ai suoi lieviti. Così quando mi ritrovai tra le mani quelle prime bottiglie dalla grafica ribelle ebbi una sorta di illuminazione. Poi Rogue scomparve dai nostri mercati, creando il mito dell'unicorno, animale leggendario mai più rivisto. So che esagero un po', però oggettivamente i primi amori sono queli che si ricordano con più nostalgia anche se poi lei magari era racchia e antipatica. Sentimentalismi che a volte si ritrovano anche nel bicchiere. Comunque sia l'unicorno è tornato e una volta avvistato nel mio beershop di fiducia ci ho messo pochi istanti a filare alla cassa con la gerla piuttosto piena.

 
Oggi quindi parlerò della Chocolate Stout, una "Sweet Stout" a leggere ratebeer che di sweet però ha piuttosto poco. Andando con ordine stappo la bottiglia, verso, e subito trovo una birra molto invitante. La schiuma marroncina è molto bella, fine, compatta, cremosa. Al naso è ancora meglio, profumi intensi di cacao e di tostatura, vaniglia, una promessa di dolcezza e avvolgenza molto gradevole. Il colore è ovviamente di un nero impenetrabile, dato dall'uso abbondate di malti tostati.
 
In bocca arriva una sorpresa, che inizialmente mi spiazza. Infatti la dolcezza che si poteva intuire dal naso sparisce e lascia spazio a una birra decisamente amara e piuttosto carbonata. Finita la sorpresa si riescono anche ad apprezzare i sapori tostati e cioccolatosi, il corpo abbastanza sfuggente e l'amaro finale intenso ma pulito. Il lievito PacMan (nome meraviglioso per un lievito) fa il suo lavoro egregiamente dando molta pulizia alla birra e una secchezza finale in grado di nascondere perfettamente la gradazione.
Una birra dalle due facce insomma, molto americana nell'abbondante uso dei luppoli ma che immaginavo diversa, più morbida e ruffiana. Le aspettative probabilmente stavolta hanno giocato un ruolo negativo, anche se dopo il disorientamento iniziale devo dire che ho trovato questa birra molto gradevole e ben fatta. La favola dell'unicorno è salva, anche se forse nel mentre sono cresciuto troppo per lasciarmi affabulare come un tempo.
 
ps, per cialtroneria nostra la foto è uscita maluccio, così abbiamo rimediato una fonte online dell'immagine, a cui ovviamente facciamo tributo.
 

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alt Aroma:

 

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alt Impressioni Generali:

 

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Commenti  

 
0 # Romadabere 2012-01-22 13:14
Al naso non sembra la classica "sweet stout" o "milk stout" che sovente sprigionano aromi simili a un ciobar. Questa sa piuttosto di cioccolato puro fondente, sensazione poi confermata in bocca dove risulta amarognola e secca. E' da lodare l'uso di materie prime di alta qualità, malti, luppoli e cacao sono a chilometro zero.
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