Dopo la delusione di Xmas (dove una birra è arrivata terza con 1kg di avena, tipica dry stout... bocca mia tasi... ) , mi rimetto su i fornelli per una nuova creazione, per la prima volta totalmente in solitaria. Il nostro hobby sino ad ora ci aveva visto sempre in tandem a creare, finchè il lavoro e il desiderio di capitalizzare anche in modo diverso il sabato/domenica, mi ha lasciato carta bianca per sperimentare in solitaria.
Fare cotte da solo modifica un po' le prospettive in quanto tutto diventa più difficile. Bisogna stare più attenti alle distrazioni, che magari con il doppio controllo si evitano. Bisogna essere "multitasking" come tanto piace dire ai "maledetti" gestori del personale odierni. Bisogna anche essere un filo più organizzati e pazienti nei tempi che sembrano sempre più dilatati. La cotta di cui vi parlo oggi è figlia della fredda giornata del 31 dicembre, una Brown Ale, di stampo piuttosto americano, dal nome Charlie Brown in omaggio alla nota canzone (qua c'è lo zampino di Antonella sul nome). Prima di tutto, la ricetta :
Malti :
- Maris Otter Pale gr 5.000
- Carahell Malt gr 200
- Crystal gr 200
- Barley, Flaked gr 200
- Roasted Barley gr 70
- Chocolate Malt gr 50
Luppoli:
- Amarillo 90 min gr 20
- Amarillo 60 min gr 20
- Cascade 3 min gr 60
- Amarillo dry gr 40
Lievito:
- American Ale n°1056
Dalla ricetta ho ottenuto circa 17 litri di birra, con og 1066 e un IBU stimato di 46.
Durante la cotta, l'undicesima per me, ho avuto modo di fare alcuni esperimenti abbastanza interessanti. Il primo è legato all'acqua, finalmente di rete, abbandonando la fastidiosa e inquinante bottiglia di plastica. L'acqua della mia zona è molto dolce, simile alla famosa fonte utilizzata per le prime Pils. Acqua perfetta secondo me, in quanto già pronta per birre che richiedono acqua dolce e facilmente trattabile con sali nel caso di necessità di acque dure.
Per fare la Charlie Brown ho aggiunto qualche grammo di Gypsum e qualche grammo di bicarbonato di sodio, aiutandomi con questo prezioso strumento web. Oltre all'acqua, la novità della cotta è il mio primo utilizzo di lievito liquido, molto più agevole di quanto immaginassi (anche se non economicissimo). Oggi siamo a una settimana dalla cotta, ho già fatto il primo travaso al quarto giorno di fermentazione trovandomi un og di 1024, quindi con un lievito bello vivace e attivo. Il naso mi è parso molto buono e l'aggiunta fatta in dry di amarillo non potrà che aumentarne l'impatto aromatico che amo molto in una birra di questo tipo. Non mi resta che aspettare qualche settimana per l'assaggio, le promesse sono buone.
Imparando a non buttare via nulla ho provato anche a fare un pane utilizzando l'abbondante fondo di lievito ottenuto dal primo travaso. Visto che non mi piace farmi mancare un'occasione per sperimentare, ho usato in ricetta il mezzo bicchiere di mosto utilizzato per misurare la densità con il densimentro. La ricetta è all'incirca questa :
Pane con lieviti della birra e mosto semi-fermentato :
- Farina Integrale gr 450
- Mosto di birra cl 110
- Acqua cl 160
- Un cucchiaio d'olio
- Sale qb
- 3 cucchiai di lievito semi-liquido
Ho adoperato la classica macchina del pane e gli ingredienti che avevo a disposizione. Il risultato esteticamente lo potete vedere in foto, apprezzato nella colazione odierna..
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L'utilizzo di sola farina integrale ha reso il pane un po' compatto e meno soffice, il lievito però ha sicuramente lavorato, insaziabile anche dopo essersi lavorato il mosto. Aver aggiunto il mosto di una birra molto luppolata ha dato al pane un profumo particolare e soprattutto una lieve amarezza che si percepisce non immediatamente. Come esperimento in sè è stato curioso, lo affinerò meglio in futuro con ingredienti diversi, magari qualche farina più chiara ma comunque caratterizzante (mi viene in mente il Kamut ad esempio). Ora non resta che attendere l'assaggio della Charlie, ne riparleremo tra un mesetto circa.




Commenti
Quindi per il futuro ti chiedo due cortesie. Un nick/nome riconoscibile e stare più quieti nel dare commenti. Grazie.
ps, l'ip tuo comunque mi resta, quindi l'anonimato è giusto per chi ci legge..
Una domanda: ma la birra in questione (Charlie Brown) è quella che assaggiai a Stabio (ricordi quel giorno a pranzo con tutta la ciurma Bad Attitude?)
ciao
Tony
Si, è lei.
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