
| XI.I Samhain Brasserie Lancelot Francia Barley Wine 11,1 % Bottiglia - 2009 | |
Spulciando tra gli scaffali del nostro amato beershop di fiducia, scopriamo un bel riapianetto dedicato alle birre francesi. Dato che non abbiamo mai avuto esperienze granché gradevoli a riguardo, ci affidiamo al consiglio della bottegaia e ci addentriamo nella XI.I, birra della Brasserie Lancelot.
Iniziamo a raccontare qualcosa del birrificio. Tanto per cominciare parliamo della sua localizzazione, quando abbiamo sentito di una birra francese buona, abbiamo pensato che potesse trattarsi di un birrificio della zona di Lille, dove l'influenza belga è ancora marcata; invece scopriamo che questa brasserie è bretone, precisamente di Roc St-André, sul sito di una miniera d'oro di cui il birrificio ha recuperato gli edifici in stile vittoriano del 19esimo secolo. Nella scelta di nomi e dediche, il produttore si rifà dichiaratamente alla storia bretone e alla mitologia celtica, niente però di pacchiano ed imbarazzante come certi vezzeggiamenti celtici ingiustificati che troviamo a volte nel Nord Italia. ![]()
La bottiglia che andiamo ad aprire è dedicata all'inizio dell'anno celtico, o meglio alla notte tra il primo e due novembre. Nella notte del 31 ottobre che viene brassata questa birra con una cotta pubblica all'interno del birrificio, servita poi al raggiungimento del solstizio d'inverno. Insomma, una storia di per sè affascinante per una bevanda, ora però assaggiamola.
Già avvertiti dell'anomalia, apriamo la bottiglia sul lavandino, infatti la birra inzia a schiumare, niente di tragico comunque e si tiene ben a bada. Il colore è un mogano intenso, la schiuma color nocciola, di grana media con qualche bolla grossa, è abbondante, ma non molto persistente.
Appena versata nella stanza si espande un buon profumo di crosta di pane e malto, al naso sembra di percepire un po' di metallico, che poi alla prova cruciale dello "strofinamento" non ci dà certezza abbastanza coperto dal tostato dei malti. Sempre all'olfatto, sono ben presenti le note date dal lievito e la nota alcolica è quella delle ciliege sotto spirito, con l'aggiunta di una buona dose di liquirizia.
In bocca ritroviamo alcol, maltato, liquirizia, frutta secca, un leggero sentore di cacao; il corpo è molto più esile che quello che ci aspettavamo, la birra risulta secca, il leggero dolce iniziale viene subito soppiantato dall'amaro, non molto persistente ma anche non molto piacevole; sorprende la frizzantezza che non ci si aspetterebbe in teoria da una birra che viene definita una barley wine, di cui invece conserva la caratteristica warming.
Il giudizio finale è positivo, nel complesso la birra risulta comunque piacevole, anche se in una barley wine avremmo voluto trovare una minore frizzantezza e un corpo leggermente più liquoroso e denso. Il dubbio che ci rimane riguarda la bottiglia specifica che abbiamo assaggiato: la semi-esplosione all'apertura, la secchezza, il corpo esile e la ben presente frizzantezza ci fanno sospettare in una bottiglia in realtà un po' fallata. Ovviamente cercheremo riscontro nella prossima partita... ![]()
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Commenti
qual'é il vs beershop di fiducia e in cosa consiste la prova cruciale dello "strofinamento"?
La prova citata da Antonella ci è stata illustrata da Flavio Boero durante il corso di degustazione. Se ricordo bene, ci disse che bastava strofinare una goccia di birra sulla pelle e annusare. Gli acidi grassi della pelle avrebbero reso più marcato (e quindi individuabile) una nota metallica della birra.
ciao!
Se strofini la birra sulle mani senti di più il metallico?
Pensa che se la bevi dalla scarpa senti di più il formaggioso.
Ma la degustazione è un'altra cosa.
Però cavillare qui mi pare un po' fuori luogo. Quello che potevo dirti te l'ho detto, Boero durante una lezione sulla degustazione e i difetti della birra ci ha dato questo suggerimento.
Parlando di come gli acidi grassi della pelle evidenziamo più marcatamente un sentore metallico già presente della birra.
Di più non saprei sinceramente cosa dirti.
Ciao!
Se scrivi una cosa e non sei in grado di giustificarla, o non la scrivi o ti informi TU direttamente alla fonte e spieghi.
Il resto sono chiacchiere , e le chiacchiere stanno a zero.
Grazie comunque per i commenti, io finirei qui la ricerca del pelo perduto nell'uovo.
Posso anche prendere atto che scrivi cose di cui non conosci il motivo se non dopo aver guglato, ma quello posso farlo anche io.+
Ti faccio anche notare che hai scritto che hai fatto "la prova cruciale dello "strofinamento"senza spiegare di cosa si trattasse.
Molto istruttivo, comunque.
Anche per me , ora, si può finire qui.
Molto tranquillo e rilassato, mi dispiace aver dato un'altra impressione, ma la comunicazione tramite tastiera è quello che è le faccine aiutano relativamente...
Sull'aspetto della prova cruciale hai anche ragione, ho fatto presente la cosa ad Antonella già prima (rileggendo oggi l'articolo), però ricordati che siamo hobbisti che parlano del proprio hobby (dichiarato chiaramente nel sito).
A volte qualche distrazione ci sta, mai avuto problemi con chi ce le fa notare (anche perchè non ci paga nessuno qua, lo si fa perchè fa piacere e per impararci sopra qualcosa).
Alla prossima, ciao!
Cmq salve! Chiedo scusa se magari non doevevo chiedere qui, ma sto disperatamente cercando la Samhain da tipo anni e avevo perso le speranze finchè non ho trovato il vostro sito. Mi è stato consigliato caldamente da amici tipo 4 anni fa e sono stato a 3 pub che dovevano averlo e diverse birrerie ma niente. Sapete consigliarmi un posto a Roma dove potrei trovarla?
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