Se si ama la birra artigianale e se, in particolare nel nostro caso, si vuole parlare di birra artigianale, studiare la materia è una cosa piuttosto obbligata. L'esperienza si costruisce sicuramente sul campo, però sia io che Antonella ci siamo trovati con il desiderio di affrontare la cosa in modo più analitico e meno confuso. Così, qualche mese fa ci guardammo attorno alla ricerca di un corso di degustazione e cultura birraia in grado di renderci meno improvvisati nella nostra passione e colmare qualche lacuna che sicuramente il muoversi da autodidatti aveva lasciato.
Trascurando corsi raffazzonati o degustazioni fatte in giornata, l'offerta dei corsi attualmente si muove su tre offerte differenti, tutte e tre con pregi e difetti :
- I corsi Mobi, oltre a offrire ottime giornate dedicate all'homebrewing, offrono una panoramica introduttiva alla cultura e degustazione birraia. Solitamente si compongono di quattro serate e con docenti di assoluto valore. Dopo averli considerati inizialmente però abbiamo scartato l'ipotesi proprio per la natura eccessivamente introduttiva del tutto, più utile forse agli esordienti che a chi comunque ha già costruito una discreta base.
- Altra scelta valida sono i corsi organizzati da ADB, solitamente nell'arco di 14 lezioni e volte alla formazione di degustatori di birra. La buona presenza sul territorio e la quantità di lezioni ci hanno fatto considerare l'opzione inizialmente.
- Terza possibilità, quella poi da noi adottata, sono i corsi Unionbirrai. Unionbirrai offre tre scelte di corsi, uno introduttivo di quattro lezioni, uno di degustazione di I livello di 12 e uno di secondo livello (accessibile solo a chi ha ottenuto il precedente). La nostra scelta è caduta su quello di I livello, di cui ora racconteremo qualcosa di aggiuntivo...
Come da creditori vogliosi, gli ultimi tre mesi ci hanno visto frequentatori abituali del Birrificio Italiano, sia per varie ed eventuali (beveraggi, concorsi hb, ecc.. ) sia soprattutto per il corso di I Livello di degustazione. Abbiamo scelto questo corso, un po' perchè offriva sviluppi interessanti (il II livello), un po' per la sua locazione in uno storico birrificio italiano, ma anche per il livello dei docenti e il programma proposto. Così ogni lunedi sera, abbiamo imparato la storia della birra, come degustarla, i suoi stili, produzione, ecc.. (parlare delle singole lezioni non ha molto senso).
Tra gli aspetti migliori dal corso c'è sicuramente la compilazione ogni sera delle schede delle birre degustate (in media 4 per sera), imparando a usare i propri sensi (in particolare l'olfatto), a descrivere analiticamente una birra e apprezzarne i suoi pregi e difetti. In particolare sui difetti la lezione di Flavio Boero è stata illuminante, in un certo senso autodistruttiva perchè ci ha mostrato come individuare potenziali difetti, anche se abbiamo intuito che imparare a riconoscerli è un'arte che si apprende con il tempo. Al tempo stesso, siamo stati messi in guardia dal rischio di perdersi il godimento di una bevuta da chi ormai non riesce a godersi una birra senza vederne prima le pecche. Del corso ricordo con piacere anche l'aula sempre piena (oltre 40 partecipanti), il buon livello generale delle birre degustate, la presenza di docenti praticamente sempre all'altezza e, cosa positiva, sempre un po' diversi tra loro per storia e approcci.
L'esame di qualche giorno fa, alla luce del corso, si è rivelato poco più di una formalità, con un test scritto e la compilazione di una scheda di valutazione su una degustazione alla cieca. Beh, forse per qualcuno è rimasto qualcosa di più di una formalità, in questo molto ha contato il fatto di avere più o meno esperienza (sicuramente hanno avuto più difficoltà quelli che si sono trovati di fronte per la prima volta ad una spiegazione abbastanza dettagliata del processo di produzione o che, per dirne una, non avevano idea di cosa fosse il famigerato coriandolo).
Il corso per noi ha avuto anche conseguenze inaspettate e piacevoli, come quella di annusare tutto quello che ci circonda o diventare più curiosi sul perchè nel nostro boccale percepiamo certe sensazioni e aromi. Ovviamente siamo troppo cialtroni per prendere tutto troppo seriamente, quindi anche se il corso potrebbe essere un primo passo per lavorare in qualcosa di birroso, per ora siamo felici di gustarci le "nostre" birre sempre rilassati, magari più consapevoli, ma senza farci troppe "pippe" al momento della bevuta.
Alla luce di quanto sta accadendo a livello politico-birrario, ci chiediamo che fine faranno questi splendidi corsi, considerando la spallata verso Unionbirrai. A mio avviso qualunque nuova figura potrà affermarsi nel mondo birraio, comunque avrà bisogno di grande volontà e risorse per mettere in piedi un corso di qualità equiparabile o superiore (sempre che questo sia un loro desiderio, visto che si parla più di associazione di categoria che culturale).
In conclusione possiamo dirci entrambi soddisfatti del corso, e non solo per l'attestato guadagnato, ma soprattutto per aver approfondito la nostra cultura birraria. Il bello del corso è stato anche andare oltre l'impianto teorico e poter apprezzare persone di ottimo valore, sia tra i nostri compagni di classe, sia tra i docenti (alcuni più estroversi di altri, ma comunque sempre apprezzabili), sia con il personale del birri.
In primavera partirà il secondo livello, se tutto va da programmi, ci saremo anche noi.
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Commenti
E poi chissà... magari potrebbe essere utile per un futuro lavoro ;)
sono Andrea ed ero al corso (capello lungo in fase crescita; barba; sempre vicino alla porta...) e devo dire che anche io sono soddisfatto.
E ovviamente cercherò anche io di farmi meno seghe mentali sui difetti di ciò che bevo(che poi è anche ciò che dice Kuaska) a meno che è come la birra della seconda sessione di esame!
Buone feste e alla prossima!
Io avrei voluto fare un corso come questo, ma purtroppo ormai i corsi UB di I livello sono da parecchio tempo confinati a un'area geografica ben delimitata (tra Legnano e Lurago M., direi), visto che anche quello di Greve non è mai partito, e su quello di Parma ho raccolto parecchie perplessità da parte di chi l'aveva frequentato.
Poi mi sembra che ognuno debba pensare al suo, se UB vuole davvero vivere come associazione culturale può farlo ancora, anche senza birrai...
Beh, avremo modo di conoscerci al II livello allora. Questo primo giro era parecchio affollato e un po' inibiva le conoscenze e l'interazione..
@ Alessio
Verissimo. Anche se forse il primo killer di Unionbirrai è stata Unionbirrai stessa. A livello di corsi ora non vedo alternative credibili, su ADB ho voci discordanti e Mobi ancora non si è attivata per il salto di qualità.
Vedremo, nel frattempo incameriamo tutto il possibile e fortunatamente viviamo abbastanza vicini all'area dei corsi UB.
Per l'interazione è proprio vero. Anche se qualcuno il segno l'ha lasciato: soprattutto chi era poco esperto di coriandolo ma molto di maiale!
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