
| Rochefort 8 Abbaye Notre Dame du St. Remy Belgian Strong Ale 9,20 % Bottiglia - 2010 | |
Questo pezzo poteva benissimo chiamarsi "le mie birre d'infanzia". Infanzia intensa come primi timidi assaggi di qualcosa di buono. Infanzia non lontanissima quindi, ma che risale al 2003-2004. In quel periodo collezionavo bottiglie, ma non sapevo distinguere un disegno infantile da un Rembrandt per fare una metafora. In seguito grazie in gran parte all'amicizia con Alessio di Pintaperfetta, e al viaggio fatto insieme in Belgio potei creare quella piccola base su cui costruire la mia ricerca. Oggi mi considero un po' più scafato di allora anche se di strada, o birra, da fare/bere ne rimane tanta.
Comunque sia, qualche giorno fa ero all'interno di un iper-mercato di una famosa catena quando mi trovo davanti un banchetto delle birre piuttosto rinnovato : Saison Dupont, due birre della Rochefort (6-8), Le Moinette (Blond e Brune), Westmalle Triple, Maredsous e un paio di altri nomi minori ma sempre dal buon Belgio. Così, dopo aver fatto grassa scorta, ho ripensato alle mie prime birre e ai miei primi assaggi di qualità.
Della serie Rochefort, uno dei sette produttori trappisti al mondo, assaggiai subito la 10, un po' come chi legge un giallo e subito corre all'ultima pagina cercando il nome dell'assassino. Rimasi subito conquistato dai suoi caldi e avvolgenti sapori, profumi decisi e un palato saturante di tanta "roba". Quando mi capitarono davanti in periodi successivi la 6 e la 8, le vissi entrambe come versioni minori della sorella maggiore e le lasciai un po' nel dimenticatoio.
Oggi non la penso più così, e con un po' di arte messa in cascina, mi piacerebbe parlare della Rochefort 8 in onore anche alla mia "infanzia".
Stappo la bottiglia e sento subito gli aromi di miele, caramello, frutta secca ma anche fichi e speziato. La coppa di servizio abbastanza larga aiuta la schiuma che è bella densa, color cappuccino. La birra si presenta di colore bruno con parte dei lieviti a intorpidirne un po' la brillantezza. In bocca è calda, con gli aromi dolci percepiti all'olfatto che ritornano, molto lunga nella persistenza del sapore e decisamente equilibrata in chiusura senza essere stucchevole. Parlare di equilibrio con una birra così corposa e decisa nei sapori può apparire fuori luogo, invece è proprio questo che mi fa apprezzare più la Rochefort 8 dalla sorella maggiore 10 : l'incredibile equilibrio. In chiusura quindi rimane uno speziato e una pulizia data dal luppolo che invoglia al sorso successivo. Abbinabile a piatti saporiti e formaggi, anche se personalmente la preferisco da sola a fine pasto, a temperatura non fredda (13-15 gradi) e in un bel bicchiere ampio, magari proprio quello Rochefort che esteticamente parlando, è uno spettacolo.
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