
| Beer Geek Breakfast Mikkeller Danimarca/Norvegia Oatmeal Stout 7,50 % Bottiglia - 2010 | |
Mikkeller è un nome realmente particolare nel mondo birraio contemporaneo. Definito da alcuni come il miglior homebrewer del mondo (piuttosto che birraio), adorato da altri, sicuramente croce e delizia di ogni Beer Geek. Le sue innumerevoli creazioni infatti sono difficili da seguire anche per il collezionista nerd più volenteroso e il suo vagabondare da una collaborazione all'altra lo rende in pratica un birraio senza casa.
Con Mikkeler ho avuto un primo incontro lo scorso natale, con una corposissima e densissima Santa's Little Helper 2009. Era natale appunto, e il clima giocava a nostro favore. Ora invece sto scrivendo con la maglietta sudata nonostante l'ennesima doccia, il gatto che mi perseguita, e il pensiero di una Mikkeler da poco bevuta.
La birra di cui vi parlo oggi, se non si fosse capito, non è una birra prettamente estiva (anche se nel suo corpo e alcool, come vedremo, non è così estrema). Me la trovo davanti dopo un raid in un buon beer shop lombardo, incuriosito dal prezzo "quasi" onesto, popolare se si pensa a una Mikkeler.
La Beer Geek Breakfast è una birra molto particolare, brassata in Norvegia da Nøgne Ø, dichiarata come Oatmeal Stout. La componente di avena è sicuramente presente e percettibile e insieme a malti chocolat, roasted e affumicati (questo beccato subito dal fine palato di Antonella), contribuiscono a creare una birra di corpo medio e buona carbonazione. Meglio andare con ordine però e aprendo la bottiglia trovo una bella schiuma, abbondante e compatta di color nocciola, mentre la birra si presenta di nero vestita.
Il profumo porta con se i sentori di caffè (caffè che costituisce anche ingrediente della birra), di cacao amaro, nocciola e un accenno di vaniglia. In bocca il caffè ritorna prepotente in una birra che nasconde abbastanza bene l'alcool e mostra un sapore abbastanza percettibile del malto roasted e dell'affumicato. Il luppolo c'è e gioca un ruolo interessante di equilibratore rendendo la birra secca, non certo di facile beva ma decisamente non stucchevole. Il finale è lungo, bilanciato ma complesso.
Una birra promossa quindi, che forse non mi berrei a colazione ma consiglierei a tutti. Magari tra 4/5 mesi, nelle serate fredde di un inverno che ora pare particolarmente lontano...
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