Finesettimana inteso. Potevano uscire vari articoli, ma abbiamo deciso di condensare tutto in questo denso racconto.

Si parte da venerdì sera, con un passaggio al Roybeer, in cui Davide riesce a recuperare il malto black che non era arrivato con l'ordine precendete e, costretto dal violento temporale milanese, gironzola tra le bottiglie fino a scovare due bottiglie di Cuvée Van De Keizer del 2000, vendute a 13 euro, e una bottiglia di Celebrator della Ayinger.
Ovviamente queste saranno le bevande della nostra cena. La Celebrator è buona come ce l'avevano descritta, una doppel-bock (con tanto di gadget di caprone in plastica appeso alla bottiglia) dal bel colore scuro, schiuma mediamente persistente e i tipici sapori tostati. Per fare riferimenti noti: qualche gradino più su di una Forst Sixtus.

Bottiglia per il gran finale è la Cuvée Van De Kaizer del 2000 (della Het Anker per intenderci). Questo è più un esperimento. La bottiglia garantisce la sua qualità per 10 anni, noi la stiamo bevendo agli sgoccioli di questa comunicazione ufficiale. Ma abbiamo imparato che le scadenze sulle etichette solitamente valgono più per motivi di legge che per veri motivi gustativi. Apriamo. Ottenere un po' di schiuma è davvero difficile e non dura granché. Di certo non è la birra che ci ricordiamo da altri assaggi, al massimo ne abbiamo assaggiata una del 2007 qualche mese fa'. In questa bottiglia non ritroviamo il tipico corpo che caratterizza la Van De Keizer, sembra che i lieviti glielo abbiano tolto quasi del tutto. Non ritroviamo nemmeno i sentori di caramello, che sono sostituiti da uva passa e alcool. Ci dispiace, ma la bottiglia in sè ci ha deluso. Forse 10 anni sono troppi o comunque la birra che ne risulta non ci aggrada, probabilmente perché anche troppo distante da quello che ricordavamo (l'effetto di pregustarsi una cosa e poi trovarsene una troppo distante fa brutti scherzi e lascia qualche dubbio). Ad allietarci c'è comunque dell'ottimo cioccolato con nocciole del Piemonte IGP, insomma ci si accontenta Risatona

Il sabato è dedicato all'imbottigliamento della nostra prima A.P.A. Tralasciamo la descrizione della sterilizzazione delle bottiglie, che occupa il bagno di casa della famiglia di Davide per tempo imprecisato, ma ci siamo voluti viziare con un po' di acqua tiepida e comodi rubinetti. Per la rifermentazione in bottiglia, decidiamo di aggiungere lo zucchero in unica soluzione all'interno del fermentatore e non bottiglia per bottiglia, in modo da avere un risultato omogeneo, e lasciamo ridepositare il poco di fondo rimasto. In tutto escono 36 bottiglie da mezzo litro.
Si passa a fare l'etichetta, con nome sufficientemente stupido e tutte le indicazioni sulla ricetta, data di brassatura e imbottigliamento. E' la nostra Zapata A.P.A, versione 10.0 (nome in onore di un nostro Zapata che possedeva lo stesso mordente, si spera, presente nella birra).

Durante l'imbottigliamento non poteva mancare qualcosa da sorseggiare. Dopo l'esperienza con la Van De Keizer, Davide decide di aprire una delle sue Westvleteren, gelosamente custodite in cantina dal 2004 e aperte solo una volta all'anno. L'ultima volta in cui ne avevamo aperta una è stata due anni fa. Quella che apriamo ora è sicuramente diversa, il corpo sta diventando più leggero e c'è da aspettarsi che tra qualche anno sarà come la Van De keizer 2000. Forse sarà meglio iniziare ad berne qualcuna in più e lasciarne di meno ad invecchiare per vedere che succede. Comunque dopo 5 anni, questa Westvleteren rimane senza dubbio una buona birra, ma d'altronde se si parte da una cosa meravigliosa...

Il sabato sera si esce, nonostante il tempo pessimo. Si va a Lurago Marinone, era un po' che non si andava al Birrificio Italiano. Principalmente si va per trovare la Extra Hop e per vedere quale sia la biira ospite. Il locale è affollato più del solito e la quantità di VuDu che vediamo passare ci fa sospettare che forse il motivo di tanta folla è da rintracciarsi anche nella vincita alla  World Beer Cup 2010 della medaglia d'oro nella categoria German-Style Dark Wheat Ale. Noi l'abbiamo assaggiata, ma in sincerità non ci è piaciuta, soprattutto per il gusto dato dai lieviti forse un po' troppo dolciastro. Ad ogni modo conosciamo anche chi ne è grande fan e allo stesso modo vediamo come in genere, in serate normali, non circolino molti bicchieri di VuDu.

Piacevole sorpresa, poi, è trovare ospite la Verdi Imperial Stout del Ducato. Dopo aver assaggiato una prima bottiglia fenomenale ed essere poi rimasti delusi da altre successive, la VIP spillata ieri sera era uno spettacolo. Scurissima, con una schiuma densa e morbida di un bel colore nocciola, già dal profumo si sente caffè e cacao. Io non ero a conoscenza della presenza del famigerato peperoncino, ma dopo che mi è stato detto ho iniziato a pensare che il calore che lasciava in bocca e in gola fosse dovuto a quello più che al grado alcoolico. Sarà la forza della suggestione... Comunque splendida.

Altra ben ritrovata la Extra Hop, con il suo bel cappello di schiuma e il fiore di luppolo adagiato sopra (con cui poi si continua a giocare per tutta la sera...). Buona e dissetante pils, ben luppolata e che non stanca mai.

Il finesettimana finisce così e scusate se è poco Linguaccia



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Commenti  

 
0 # Ospite 2010-04-20 12:45
Ho assaggiato una sola VIS in bottiglia e mi è piaciuta tantissimo, sarei curioso di assaggiarla alla spina :-)
Dopo aver letto il vostro parere comincio a nutrire qualche dubbio sulla mia scelta di nascondere in cantina la mia bottiglia di CVDK 08. Certo che non avendo paragoni con quella "fresca"... ma io pensavo di farla invecchiare ancora qualche anno :
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0 # Ospite 2010-04-20 15:01
Sono un po' sorpreso dal peggioramento della Westy. Le trappiste, o almeno così si dice, tendono a durare veramente molto. Per dire, Michael Jackson sosteneva che una Chimay blu mantiene il suo carattere per almeno cinque anni, e diceva di averne assaggiato un eccellente vintage di 25 anni proprio insieme a padre Theodore.
Qual era la vostra Westy, 12, 8 o blonde?
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0 # Ospite 2010-04-20 15:14
12. Peggiorare forse è eccessivo come termine. Diciamo che l'ho trovata leggermente, e specifico leggermente, più secca, con un filo meno di corpo.
Probabilmente i 6 anni che ha sono l'equilibrio giusto, mentre confesso che la VDK assaggiata mi ha un po' preoccupato per il calo netto (in quel caso) di corpo e maltosità..
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0 # Ospite 2010-04-20 23:05
Comunque, siccome vogliamo cercare di sfatare questa cosa che dopo 10 anni la VDK non sia più buona, apriremo presto la seconda bottiglia del 2000 che ci siamo accaparrati :-D
Poi posteremo rettifica nel caso.
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