Premessa postuma di 14 Venerdi: probabilmente abbiamo toppato nel bersaglio. Non correggo l'articolo perchè vorrebbe dirlo stravolgerlo e cancellarlo. A questo punto seguite lo svolgersi del dibattito e dei nostri aggiornamenti nei commenti infondo.. Comunque se volete sotto la linea potete leggervi una bella storia di fantapolitica, può sempre essere piacevole
La giornata di oggi è piuttosto strana. Nel mio piccolo preparavo la ricetta per la prossima cotta e per questo blog un articolo abbastanza tranquillo riservato a homebrewing, corsi e concorsi dei prossimi mesi. Poi vedo questa immagine (poco sotto), e capisco che l'articolo di oggi salta, visto che una sola immagine è sufficienza a fare notizia, far riflettere e previsione facile, far discutere parecchio
La notizia del progetto era nell'aria, già preannunciata dallo stesso Teo Musso alla fine dello scorso anno :
Anni fa ho convinto alcuni agricoltori di Piozzo e dintorni a coltivare l’orzo necessario per la mia birra. A Fossano ho impiantato filari di luppolo. L’anno prossimo avremo così una birra esclusivamente piemontese, dalle materie prime in su. Si chiamerà Baladin e avrà profumi e sapore unici. (fonte)

Inutile nasconderlo, Inbranata avrà un impatto non da poco negli equilibri del mondo della birra artigianale. La prima riflessione nasce dal prezzo e dal formato. Il trend del mercato sembra infatti dirigersi verso formati più user friendly rispetto ai carrozzoni da 75cl e nel prezzo (comunque non regalato di € 8,40/L) andrà a sistemarsi in un settore di fascia medio/basso. Questo andamento l'avevamo notato già qualche settimana fa andando a far visita a Brewfist (ma si potrebbe parlare anche di Bad Attitude non solo), con prezzi più ragionevoli, birre buone e l'idea di uscire dalla nicchia dei soliti quattro gatti che bevono (a caro prezzo) artigianale. Come giustamente ricorda Sergio su Twitter :
C'era bisogno di loro per la birra a buon mercato? Forse qualcuno ci aveva già pensato, ma l'impatto ora è ben diverso.
La novità quindi è che a farlo è l'inventore della birra da ristorante, costosa e con un'immagine importante (dalla bottiglia, all'etichetta) fatta di un discorso quasi più emozionale che schiettamente degustativo. Le birre da ristorante possono piacere o no, ma hanno un fascino seduttore che ha sempre giustificato un prezzo da salasso con giustificazioni legate a artigianalità e creatività (discorsi ripresi nella recente polemica tra "poppi" e il "catalizzatore" Bruno di Toccalmatto). L'impatto sul mercato, data quindi la forza comunicativa ed economica di chi porta questo messaggio, sarà sicuramente sentita e avrà un bel peso su questo 2011.
Non è difficile ipotizzare la creazione di due distinti settori di mercato, uno high level fatto delle solite birre emozionali, pesanti e costose da ristorante e uno fatto da birre come l'inbranata (che notate bene, ha grafica e nomi ben differenti dal resto della linea baladin) a contendersi l'utente medio, incuriosito e attirato dalla parola artigianale ma ancora non disposto a ipotecare la casa per seguire i prezzi che attualmente girano.
Siamo solo alla prima riga (dimensione - costo) e già di riflessioni interessanti se ne possono fare. Il discorso però non finisce qui. Leggendo il resto del manifesto, possiamo concentrarci sul nome della birra. Un nome accattivamente, semplice, che con il gioco di parole ricorda il luogo di nascita del prodotto e il suo radicamento al territorio. Se l'uso di luppolo nostrano l'avevamo già rilevato per un prodotto del Birrificio S.Paolo di Torino, l'in-bra-nata è (magari poi mi smentite), la prima birra italiana in cui c'è anche la componente orzo originaria del nostro bel paese.
Il discorso del chilometro zero ovviamente non nasce con Teo Musso, però è innegabile che la ricerca di prodotti tipici legati a un territorio è uno dei fili comuni più seguiti dei nostri anni, almeno parlando di prodotti alimentari. Il posizionamento piemontese (ovviamente ripreso in etichetta), in una delle zone d'Italia più conosciute per la sua ricchezza di prodotti alimentari e dove non a caso è nato Slow food, è una forza incredibile a livello di immagine e di vendibilità del prodotto.
L'assenza di una storia di coltivazione di orzo in Italia, di malterie e di campi di luppolo sono tutti "cavilli" che difficilmente arriveranno al consumatore medio, che anzi, vedrà l'inbranata come un prodotto "sano, pulito e giusto" in quanto originario per appunto in una zona ricca di suggestioni. Facile quindi anche un'associazione (anche se non dichiarata in etichetta) con un prodotto "verde" che non richiede importazioni dall'estero (anche se poi probabilmente la maltazione non avverrà in Italia), che in periodi di uova e carne alla diossina dia un senso di sicurezza al consumatore. Il valore aggiunto della materia prima originaria del Piemonte, di quel Piemonte vinicolo sarà sicuramente sfruttato per riprendere suggestioni legate al Terroir. Un ragionamento che se può aver senso per il luppolo (che cambia notevolmente di qualità in base al luogo di coltivazione), ma che dubito possa aver senso per l'orzo, anche se è facile capire come l'orzo italiano sia importante non tanto per il gusto che può dare ma piuttosto per l'immaginario che crea.
In tutto questo papiro, chiaramente, non abbiamo potuto parlare di qualità, del valore intrisenco del prodotto. Attualmente leggendo dall'amico BirraZen il prodotto non è disponibile a Eataly ma lo sarà a breve. L'effettivo valore del prodotto, purtroppo, temo che cambierà di non molto l'equilibrio delle considerazioni fatte sino a ora. In-bra-nata è un'incredibile opera di marketing prima di tutto, in grado di dimostrare come nel bene e nel male Teo Musso sia sempre una figura in grado di avere intuizioni a dir poco brillanti. Considerando che il 98% del mercato della birra è fatto da birre industriali, a In-Bra-nata basta essere anche solo decente per avere un futuro importante. Futuro che, non solo per questa nascita, riserverà uno sviluppo tutto da vedere per i birrifici italiani. Concludo sfruttando ancora le parole di Musso :
«Nell’ultimo anno e mezzo, in Italia, hanno aperto 200 birrifici e abbiamo avuto 800 nuove etichette in 12 mesi, 2 al giorno. Come al solito noi italiani saturiamo il business senza fare programmazione».
Temo che dopo una crescita mostruosa (come numero di produttori), molti con impianti microscopici, business plan improvvisati e bottiglie da 12€/L avranno prospettive decisamente in salita....
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Commenti
Leggendo qualche commento in giro sembra quasi che questa non sia la birra di Baladin, appena si saprà qualcosa aggiorniamo anche qui.
Io stesso sono partito in quarta sapendo della birra piemontese di Baladin in arrivo, e osservando la grafica e l'origine di questo manifesto ho fatto un'associazione apparentemente facile.
Però ad ora manco sappiamo se poi è realmente una birra Baladin e su altri blog c'è pure chi dubita su questo.
Attendiamo curiosi le prossime news..
e pure questa è un'abile mossa di marketing..
secondo me, questa spacca
mi sa che ha ragione Giacu, e si...
"Oste na bira!"
ehhh lo denaro!
Uhh quanti indizi
Il discorso fatto sopra sostanzialmente tiene, anche se con sfumature diverse. Borgo e Baladin infatti hanno legami commerciali e distributivi molto forti, che giustificano in parte la nostra imprecisione nell'interpretare il messaggio.
L'imbranata prodotta a Borgorose rende ancora più fumosa l'operazione. Se il nome infatti punta in Piemonte, la produzione 700km più a sud cambia molte cose, anche se dubito che verranno colte dal consumatore medio.
Lasciamo aperto lo strumento dei commenti per nuovi aggiornamenti..
Difficilino...
Se vuoi dire la tua, contribuire, commentare, criticare o altro sei benvenuto come tutti.
Invece per quanto riguarda i giochetti e gli indovinelli personalmente mi appassiono meno.
Ciao
Potrei anche dirti che si cambia una lettera (T x L) e il discorso cambia poco, anzi, lascia aperti molti dubbi.
Potrei anche dire che la birra con il nome piemontese, fatta a Borgorose e fatta con materiali esteri (se non dico una castroneria è una tua citazione su birra zen), cozza un pochino con la citazione di birra 100% italiana.
Poi magari sono io a essere malizioso, però c'è ancora qualche aspetto poco chiaro.
Comunque, colma mia che ho frainteso una serie di fatti (la grafica, l'etichetta eataly, il progetto di birra piemontese in arrivo), facendo un'associazione non stupida ma non per questo corretta.
E sempre nell'ottica della correttezza, nel giro di poche ore abbiamo subito avvisato del nostro errore senza nasconderci troppo.
Grazie per l'intervento, alla prossima occasione, speriamo meno "intricata"..
Si, hai giustamente "avvisato", però....
Si fa per dire eh
ciao
Non credo che ti devo spiegare chi è L e chi T. Ci arrivi da solo.
L'offerta è partita su una piattaforma comunque, che è appunto eataly.
Piuttosto sono curioso di capire cosa si intenda per 100% italiana, definizione che mi ha mandato per la tangente (facendomi sbagliare).
Detto questo, l'errore non mi pare di averlo nascosto, anzi.
Ps, ma tu sei quel Paolox che infestava il blog di delusa? Giusto per capire con chi si parla.
Infestavo? Come sei cattivo, la punzecchiavo, finchè, scoperta, con le chiappe all'aria, ha chiuso la baracca. Ma è stato un "progetto non capito". Ma ora è ripartita alla grande italianpint.com/.
Dovrò rispolverare l'inglese.
Ciao
alla prossima
Ah, mi raccomando seguite http://italianpint.com/
del mio amico SRicci
Chi cazzo ti credi di essere?
Ho chiesto gentilmente di non andare OT, ve ne siete fregati.
Le vostre pippe o liti puerili fatele altrove, spero di essere stato chiaro.
grazie.
ps, d'ora in avanti non mi ripeto, cancello e basta.
Abbiamo un concetto molto diverso di "casa mia"
Secondo me dal momento che apri un blog e rendi lo spazio (che non è di tua proprietà, ricordalo) aperto ai commenti hai la possibilità e/o il dovere di censurare se si contravviene ad una legge o si usa un linguaggio non appropriato)non era questo il caso, e cancellare così messaggi che io ed altri utenti abbiamo scritto (impegando tempo ed intelletto) è un atto di imperio maleducato ed inopportuno, oltreché scarsamente intelligente.
Comunque, no problem, basta sapere con chi si ha a che fare.
Cancello dai preferiti e mi priverò di ulteriori scubb birrari.
Secondo. Ho chiesto nel modo più cortese possibile di evitare punzecchiature e off topic. Non una, non due ma ben tre volte. In tutti gli spazi comuni del web dove esiste una moderazione, sarebbe saggio e magari anche educato ascoltare cosa il moderatore ti dice. Potevi contestare il punto, dire che eri nel tema, dire che non eravate maleducati o puerili. No, ve ne (parlo per tutti) fregati, ignorando i miei avvertimenti.
Detto questo, la soluzione non poteva che esere quella da me adottata.
In conclusione, se non ti senti a tuo agio a commentare e leggere qua, peccato. Non ho mai avuto da ridire finchè si restava sul tema con un minimo di netiquette.
Senza rancore, ciao.
Quoto 100%
se non vi comoda, non entrate. finita la questione informaticamente legale, io interpreto un blog di questo stampo come 1 chiacchierata al bar con un conoscente,che può anche dire una cazzata a volte, ma non per questo lo si getta fra le ortiche.
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